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di Barbara Cottavoz

La Stampa, 10 maggio 2025

L’appello di Amnesty Italia per le cure del caso al medico e docente universitario, cittadino onorario di Novara. Si aggravano le condizioni di salute di Ahmadreza Djalali, medico e docente iraniano naturalizzato svedese, cittadino onorario di Novara e ricercatore di medicina delle catastrofi. L’altra notte Djalali è stato colpito da un infarto nel carcere di Evin, a Teheran dove c’è solo un ambulatorio e non possono essergli garantite cure adeguate. Amnesty Italia ha chiesto alle autorità iraniane “di fornirgli tutte le cure di cui ha bisogno, incluse le visite cardiologiche”.

La drammatica vicenda di Djalali inizia nel 2016 mentre si trovava in Iran su invito dell’Università di Teheran e dell’Università di Shiraz: fu arrestato per ordine del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza. Venne in seguito condannato a morte per spionaggio e collaborazione con Israele. Nel 2022 l’ultimo appello degli avvocati è stato respinto e quindi, per la legge iraniana, potrà essere giustiziato in qualsiasi momento; diversi enti, istituzioni e personalità ne hanno chiesto il rilascio ritenendo le accuse infondate. Pochi giorni fa, il 25 aprile, è stato il nono anniversario dell’arresto di Ahmadreza Djalali, medico e scienziato del Centro di ricerca di Medicina dei disastri dell’Upo di Novara. Migliaia di giorni trascorsi in una cella subendo torture fisiche, psichiche e vedendo la sua salute deteriorarsi in modo irrimediabile: “Sono vicino al punto di rottura” aveva detto in un messaggio disperato lanciato al telefono dalla prigione.

È stato così, purtroppo. Nella notte tra giovedì e ieri il suo cuore, già sofferente da tempo, ha rischiato di fermarsi per sempre e il ricercatore è stato trasportato nell’ambulatorio del carcere. È stato lui stesso a darne notizia alla moglie con una breve telefonata ieri mattina. Ma il cardiologo lo potrà vedere soltanto domani: “Due giorni senza cure, praticamente abbandonato a se stesso - ha denunciato Noury. Ancora una volta chiediamo con forza al Governo iraniano di rilasciare Djalali, cittadino europeo”.