www.ncr-iran.org, 8 gennaio 2015
La Resistenza Iraniana chiede all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e a tutti i difensori dei diritti umani di intraprendere un'azione urgente per salvare la vita del detenuto politico Ali Moezi. Moezi è stato trasferito sabato 3 Gennaio dagli aguzzini del regime teocratico, dalla prigione di Ghezel Hessar ad una località sconosciuta.
Il 12 Ottobre 2014, gravemente malato, invece di essere portato in ospedale è stato trasferito in isolamento nella prigione di Evin a Tehran e sottoposto a torture per due mesi e solo poche settimane fa è stato riportato nella sezione 209 della prigione. Nonostante la condanna a 5 anni di prigione per Ali Moezi stia per scadere, gli agenti del Ministero dell'Intelligence e della Sicurezza intendono ostacolare il suo rilascio creando nuove false accuse.
I suoi aguzzini hanno minacciato di condannarlo a morte o di aggiungergli altri 5 anni di prigione per il reato di propaganda contro il regime. Le autorità hanno ripetutamente minacciato Moezi, che è il padre di due membri dell'opposizione iraniana attualmente a Camp Liberty in Iraq, dicendogli: "Alla fine morirai di una morte lenta in prigione e non uscirai vivo dal carcere".
Ali Moezi, già detenuto politico negli anni 80, soffre di varie malattie tra cui una grave malattia renale e un'ostruzione intestinale causata da anni di carcere e torture. Nel 2009 è stato arrestato per aver fatto visita alle sue due figlie a Campo Ashraf e condannato a due anni di prigione, più tre anni di pena sospesa.
A giugno 2011 è stato arrestato per la terza volta per aver partecipato al funerale di Mohsen Dokmehchi, membro dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano che fu torturato a morte dato che gli venne negato l'accesso alle cure mediche. Ali Moezi ha sempre subito enormi pressioni, torture fisiche e psicologiche per il suo sostegno al Pmoi.
La Resistenza Iraniana condanna l'esecuzione di un detenuto politico curdo
La Resistenza iraniana porge le sue condoglianze ai familiari e agli amici di Saber Mokhled Mavaneh, il detenuto politico curdo giustiziato all'alba del 6 Gennaio nella prigione centrale della città di Orumiyeh. La Resistenza Iraniana chiede al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario Generale dell'Onu, all'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani e agli altri organi competenti di condannare questa esecuzione criminale.
Ribadisce inoltre la sua richiesta di presentare il dossier su questo regime criminale alla Corte Penale Internazionale, in particolare quello sull'esecuzione di circa 120.000 prigionieri politici. Saber Mokhled era stato arrestato a Luglio 2012 con l'accusa di "Moharebeh", "atti contro la sicurezza nazionale" e "collaborazione con i partiti politici curdi che si oppongono al sistema". In seguito è stato condannato a morte. Mokhled era uno dei 27 detenuti politici curdi rinchiusi nella sezione 12 della prigione centrale di Orumiyeh, che dal 20 Novembre avevano praticato per un mese lo sciopero della fame, per protestare contro le misure repressive adottate dal regime contro i detenuti politici.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana










