di Cristina Piccino
Il Manifesto, 10 luglio 2022
Il regista di “Il male non esiste” Orso d’oro alla Berlinale nel 2020 è stato arrestato per avere lanciato via social network un appello contro le violenze della polizia.
Mohamed Rasoulof, il regista di Il male non esiste Orso d’oro alla Berlinale nel 2020 è stato arrestato venerdì in Iran insieme a un amico, Mostafa Al-Ahmad, anche lui cineasta per avere lanciato via social network un appello contro le violenze della polizia di questi ultimi mesi.
Con l’hashtag #putyour_gun_down (metti giù la tua arma) i due registi chiedevano alle forze speciali iraniane di non usare più le armi contro i manifestanti facendo eco alle proteste seguite alla repressione, lo scorso maggio, delle manifestazioni nella città di Abadan dopo il crollo di un edificio nel quale sono morte quarantuno persone.
Non è la prima volta che Rasoulof, regista riconosciuto internazionalmente i cui film invece sono proibiti in Iran, viene arrestato. Era già accaduto nel 2011 quando lo avevano processato insieme al regista Jafar Panahi per avere attentato alla sicurezza del Paese, e condannato a sei anni di prigione con l’interdizione di girare film per vent’anni. La sentenza era stata poi sospesa e Rasoulof era stato rilasciato su cauzione. Nel 2017, le autorità iraniane lo hanno fermato di ritorno dal festival di Telluride - dove aveva presentato il suo film A Man of integrity - sequestrandogli il passaporto senza permettergli nel 2020 di partecipare alla Berlinale - l’Orso d’oro era stato ritirato dalla figlia del regista, Baran Rasoulof.
Rasoulof e Al-Ahmad sono state arrestati nelle loro case, con un’azione “brutale e congeniata” ha dichiarato il produttore di Rasoulof Kaven Farzah a “Variety” e portati in una località sconosciuta. L’arresto - ha ancora commentato Farzah - è l’ennesima prova dell’incapacità da parte del regime iraniano di rispondere alla crisi economica e alle accuse di corruzione se non con atti violenti anche di fronte a richieste pacifiche come quella dei due registi. Immediata la reazione della comunità del cinema internazionale, a cominciare dalla Berlinale, con la richiesta di rilasciare subito i due registi. I due nuovi arresti testimoniano ancora una volta l’ondata di repressione che ormai da diversi mesi attraversa l’Iran, e che trova negli artisti uno dei principali obiettivi. Secondo l’Associated Press l’appello di Rasoulof e Al-Ahmad è stato firmato da altre settanta personalità del cinema iraniano.









