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di Serena Palumbo

Corriere della Sera, 30 dicembre 2024

La giornalista italiana, 29 anni, è rinchiusa in isolamento nel carcere iraniano di Evin da ormai 10 giorni. Ancora nessuna certezza sulle accuse, in un primo momento si è parlato di generici “comportamenti illegali”. “Siamo a conoscenza della denuncia di arresto in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala” dichiara un portavoce del dipartimento di Stato americano, a una domanda secca a lui fatta dal quotidiano La Repubblica sulla correlazione dell’arresto della firma de Il Foglio e Mohammad Abedini-Najafabadi, “l’uomo dei droni dei Pasdaran iraniani” fermato alla frontiera dell’aeroporto di Milano-Malpensa lo scorso 16 dicembre.

“L’arresto della Sala - aggiunge -arriva dopo che un iraniano è stato incarcerato in Italia tre giorni prima per contrabbando di componenti di droni. Chiediamo ancora una volta il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri arbitrariamente detenuti in Iran senza giusta causa”. Una prassi, quella dell’Iran di imprigionare “senza motivo” cittadini stranieri, riconosciuta anche dall’America: “Sfortunatamente, il regime iraniano continua a detenere ingiustamente gli abitanti di molti altri Paesi, spesso per utilizzarli come leva politica. Non c’è alcuna giustificazione per questo e dovrebbero essere rilasciati immediatamente. I giornalisti svolgono un lavoro fondamentale per informare il pubblico, spesso in condizioni pericolose, e devono essere protetti”. Poi tranquillizza: “Siamo in frequente contatto con alleati e partner i cui cittadini sono ingiustamente detenuti dall’Iran”.

Ora la domanda che tutti si pongono, come probabilmente Cecilia stessa, è quando verrà rilasciata. Ma per ora una risposta non c’è. A dirlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Zona Bianca su Rete4 il 29 dicembre: “Non è possibile stimare i tempi di rientro della Sala. Noi faremo di tutto per riportarla a casa”. Poi ha comunicato lo stato della giornalista: “Le condizioni di salute sono buone. Certamente è preoccupata per la sua condizione di detenzione e spera di uscire dal carcere il prima possibile”. E ancora il racconto dell’incontro commuovente: “Lei è una ragazza forte, una giornalista esperta. Durante la visita della nostra ambasciatrice a Teheran si sono abbracciate, ha visto che si trova in cella da sola a differenza di Alessia Piperno”. Sul movente dell’arresto: “Stamane (29 dicembre, ndr) l’ambasciatrice è andata al ministero degli Esteri iraniano, ha incontrato il viceministro degli Esteri, il quale ha detto che ancora non è stato formulato il capo di imputazione, e appena la giustizia iraniana la comunicherà verrà detto per quali motivi è stata carcerato”.

Per quanto riguarda Mohamed Abedini Najafabadi, invece, il ministro Tajani ha spiegato che “la magistratura italiana sta valutando la richiesta di estradizione. Il detenuto svizzero-iraniano è trattato come tutti i detenuti in attesa di giudizio: finché non è condannato in via definitiva c’è la presunzione di innocenza. È nel carcere di Opera, ha avuto la possibilità di ricevere la visita consolare, come è avvenuto per Cecilia Sala, può telefonare e ricevere il suo avvocato, può esercitare tutti i diritti”.

Intanto, mentre arrivano queste dichiarazioni, sui social una “pioggia” di solidarietà sta ricoprendo la 29enne detenuta dal 19 dicembre in una cella d’isolamento del carcere di Evin a Teheran. Persone comuni, fan, colleghi giornalisti, politici, ma anche nomi internazionali, stanno lasciando messaggi per lei con l’hashtag “#freececilia”. Come lo scrittore statunitense Don Winslow su X: “Dobbiamo richiamare l’attenzione su questo accadimento e spingere per il rilascio di Cecilia Sala”. Vicinanza che, almeno per ora, non può raggiungere la giornalista: “Appena sarà possibile, saprà di tutto questo affetto”, scrive il compagno Daniele Raineri.

“Cecilia entra spesso nella mia casa, nella tasca del mio cappotto, in cucina mentre preparo il pranzo. Con fiducia attendiamo il suo ritorno”, dice Barbara (una fan) sotto il post Instagram pubblicato sabato 28 dicembre dal fidanzato della Sala. Nelle cuffiette, dall’altoparlante dello smartphone, sui social e negli articoli, la “voce” di Cecilia è oramai familiare. Dal 20 gennaio 2022 entra nelle orecchie di tantissime persone con il podcast Stories, redatto da lei e pubblicato da Chora Media. Una “presenza” quotidiana, con singole storie usate per spiegare fatti d’attualità, che si è interrotta con l’episodio sull’ultima comica di Teheran, Zeinab Mousavi, del18 dicembre. Il giorno prima del suo arresto.