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di Niccolò Carratelli

La Stampa, 10 dicembre 2022

Sono quasi triplicate nel giro di 24 ore le adesioni all’appello lanciato da La Stampa per salvare la vita di Fahimeh Karimi e per la libertà delle donne iraniane. Il traguardo è 100mila firme, rispetto alle 35mila di giovedì. Tra coloro che si sono aggiunti nelle ultime ore anche la senatrice a vita Liliana Segre, il cantautore Jovanotti, il campione olimpico dei 100 metri Marcell Jacobs, lo scrittore spagnolo Javier Cercas e il collega egiziano Alaa Al Aswany. E poi tanti volti noti del mondo del cinema, da Paolo Virzì a Sergio Rubini, da Marco Giallini a Serena Autieri, da Anna Foglietta a Edoardo Leo. E ancora Iva Zanicchi, Ambra Angiolini e Frankie hi-nrg.

Personaggi famosi, ma soprattutto decine di migliaia di comuni cittadini, che hanno sottoscritto l’appello su Change.org, per chiedere di risparmiare la vita a Karimi, allenatrice di pallavolo e madre di tre bambini piccoli, condannata a morte per aver dato un calcio a un paramilitare Basiji durante le proteste seguite alla morte di Mahsa Amini. Tanti i messaggi di indignazione e partecipazione. “Il medioevo deve finire, ammiro queste donne, che hanno il coraggio di mettersi in gioco, per il loro futuro e per le donne che verranno”, scrive, ad esempio, Patrizia Mantovan. “Vogliamo fermare questa crudeltà inumana e salvaguardare i diritti di tutti. Stop a questo scempio! Tieni duro Fahimeh”, è invece il pensiero lasciato da Giacomo Gentile. Per allargare ulteriormente la spinta dal basso, l’appello sulla piattaforma online verrà tradotto anche in altre lingue, tra cui inglese, tedesco e spagnolo.

Sul fronte politico italiano, intanto, va registrata la solidarietà bipartisan nei confronti di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, attaccata dal regime di Teheran per aver condannato pubblicamente l’esecuzione di Mohsen Shekari, il primo manifestante antigovernativo impiccato dalle autorità iraniane. “Trovo inaccettabile l’attacco rivolto a Picierno - dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa - Con forza continueremo a chiedere il rispetto dei diritti umani, stando al fianco delle donne e degli uomini iraniani, che con coraggio si oppongono al regime”. Mentre la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella commenta così su Facebook: “Una vita di 23 anni finita con un cappio al collo. E un altro collo, quello della comunità internazionale, che non può voltarsi dall’altra parte. Tenere accesi i riflettori è il minimo che possiamo fare per i coraggiosi iraniani”.

Tra i tanti messaggi di sostegno per Picierno anche quelli del ministro per le Politiche europee, Raffaele Fitto, del segretario del Pd, Enrico Letta, e della capogruppo di Forza Italia al Senato Licia Ronzulli. “L’importante è restare vicini alle donne e agli uomini iraniani, che si oppongono a un regime teocratico e illiberale in Iran - avverte Picierno in un post di ringraziamento sui social - Per la politica italiana ed europea è il momento del coraggio”.

Un’occasione è la giornata di mobilitazione lanciata per oggi dagli attivisti iraniani, non solo nel Paese, ma anche in diverse città del mondo, tra cui Roma: appuntamento questa mattina alle 10 in piazza della Repubblica. “Vi convochiamo per la morte di Mohsen Shekari, un martire per la libertà del nostro Paese, e contro l’esecuzione dei nostri compagni imprigionati”, recita il comunicato del collettivo giovanile dei quartieri di Teheran. La comunità internazionale “non deve spegnere i riflettori” su quanto sta accadendo in Iran o “sicuramente” ci saranno altre esecuzioni, è l’allarme lanciato da Azar Karimi, presidente dell’Associazione giovani iraniani in Italia, che denuncia la “grande difficoltà” che si incontra nel raccogliere notizie su quanto sta accadendo nel Paese, a causa di “un regime che filtra e censura l’informazione”.

Firma anche tu l’appello a questo link https://www.change.org/p/appello-per-la-vita-di-fahimeh-karimi