www.ncr-iran.org, 3 febbraio 2015
Appello per salvare i detenuti politici Asghar Qatan e Ahmad Daneshpour Moqadam in grave pericolo di vita. La Resistenza Iraniana chiede a tutti gli enti e agli organi in difesa dei diritti umani, all'Inviato Speciale dell'Onu sulla Tortura, al Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria e all'Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran di intraprendere un'azione urgente per salvare le vite dei detenuti politici Asghar Qatan e Ahmad Daneshpour Moqadam che si trovano in gravi condizioni dato che vengono privati delle cure mediche necessarie.
Ad Asghar Qatan, detenuto politico e sostenitore del Pmoi/Mek, in gravi condizioni a causa di un cancro allo stomaco che necessita di un'operazione immediata, vengono negate le più fondamentali cure mediche. Ha 63 anni ed è un dottore in fisica e sismologia, soffre anche di altri gravi problemi di salute, come l'ingrossamento del fegato e della milza e disturbi cardiaci.
Per trasferirlo in ospedale gli aguzzini del regime lo hanno incatenato mani e piedi. Quando ha fatto resistenza a questo barbaro comportamento i suoi aguzzini gli hanno impedito il ricovero in ospedale. I tentativi dei suoi familiari di pagare una cauzione per ottenere il suo ricovero, sono risultati inutili. Asghar Qatan, imprigionato e torturato per sei anni negli anni 80 per il suo sostegno al Pmoi, è stato arrestato nuovamente nel Gennaio 2011.
Il detenuto politico Ahmad Daneshpour Moqadam, 42 anni, insieme al padre settantenne, Mohsen Daneshpour Moqadam, è stato condannato a morte con l'accusa di Moharebeh (inimicizia verso Dio) per il suo sostegno al Pmoi. Ha perso 40 kg. a causa di un'emorragia intestinale e delle sue conseguenze. Anche a lui vengono negate le cure mediche e la sua vita è in pericolo.
Tormentare i detenuti politici fino alla morte, privandoli deliberatamente delle cure mediche, è un metodo ben noto utilizzato dal fascismo religioso al potere in Iran. Mohsen Dogmechi, detenuto politico e famoso commerciante del bazar di Tehran, è stato tormentato a morte e privato delle cure mediche divenendo un martire per aver perso la vita nel Marzo 2011.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana









