di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 20 marzo 2020
Si tratta di persone che hanno una condanna a meno di 5 anni, molti sono prigionieri politici. L'annuncio è arrivato è improvviso e sorprendente. Oggi in Iran si festeggia l'inizio del nuovo anno, il Nowruz, e per questa importante data il regime degli Ayatollah ha deciso di liberare definitivamente 10mila prigionieri.
Il provvedimento è partito direttamente dalla Guida Suprema Alì Khamenei, come riportato dal portavoce della magistratura islamica Gholamhossein Esmaili attraverso la Tv di Stato: "quanti riceveranno il perdono non torneranno in prigione". Chi riceverà il "perdono" tra gli 85mila già liberati temporaneamente all'inizio della crisi non dovrà tornare in cella. Fino ad ora nel Paese si sono registrati 17mila casi e 1.135 vittime, i guariti invece sono 4mila.
Almeno la metà dei rilasciati, sono prigionieri per reati legati alla sicurezza, in pratica oppositori politici e molti degli arrestati (con meno di 5 anni da scontare) durante le proteste contro la crisi economica del novembre scorso. Non è ancora chiaro se usufruiranno della misura anche alcuni cittadini stranieri di origine iraniana. A partire dall'operatrice umanitaria britannica Nazanin Zaghari- Ratcliffe, condannata a 5 anni nel 2016.
Così come l'accademico anglo- australiano Moore- Gilbert, detenuto a Teheran per 18 mesi dopo essere stato condannato a 10 anni per spionaggio. I Guardiani della Rivoluzione hanno arrestato negli ultimi anni dozzine di stranieri con doppia nazionalità tra cui persone degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Austria, Francia, Svezia, Paesi Bassi e Libano.
Teheran ha sempre negato di detenerli per motivi politici e ha principalmente accusato i prigionieri di essere agenti segreti. Il perdono di Khamenei avviene in un paese che conta almeno 189mila detenuti. È il caso del famigerato carcere di Evin. Qui è rinchiusa dal 13 giugno 2018 l'avvocata e attivista per i diritti umani Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per reati che riguardano proprio la "sicurezza nazionale". Ma purtroppo l'amnistia non la riguarderà.









