Agi, 21 aprile 2015
Dovrà rispondere di spionaggio Jason Rezaian, corrispondente del Washington Post da Teheran, arrestato l'anno scorso e finora detenuto senza incriminazione. Lo ha riferito il quotidiano americano, citando l'avvocato del giornalista, Leilah Ahsan. Tra le accuse mosse contro di lui, anche "collaborazione con governi ostili" e "propaganda contro le autorità".
Per Teheran, Rezaian ha raccolto informazioni "sulla politica interna ed estera" del Paese, dandole a "individui con intenti ostili". Immediata la reazione del caporedattore del Wp, Martin Baron, secondo cui "è assurdo e abietto affermare che il lavoro di Jason sia come free lance che come corrispondente del Post a Teheran fosse spionaggio o rappresentasse una minaccia alla sicurezza dell'Iran". Rezaian, giornalista con la doppia cittadinanza iraniana e americana, era alla guida dell'ufficio di corrispondenza del Wp in Iran dal 2012. Sul suo caso era intervenuto lo stesso presidente Barack Obama, che il mese scorso aveva esortato Teheran a rilasciare immediatamente gli americani detenuti nelle carcere iraniane.










