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La Repubblica, 14 maggio 2023

I dati di Nessuno Tocchi Caino. Mai prima d’ora si era raggiunto un livello così alto di esecuzioni dopo il Ramadan. E l’Arabia Saudita non è da meno. Sono almeno 118 le persone impiccate in Iran dal 29 aprile all’8 maggio scorso. Tra loro ci sono anche due donne.

Lo si apprende da Nessuno Tocchi Caino, la lega internazionale di cittadini e parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo, associazione senza fine di lucro fondata a Bruxelles nel 1993 e riconosciuta nel 2005 dal Ministero degli Esteri italiano come ONG abilitata alla Cooperazione allo sviluppo. Ogni anno, durante il mese sacro del Ramadan (quest’anno dal 22 marzo al 21 aprile), le esecuzioni vengono tradizionalmente sospese.

Ed è dunque “normale” che alla fine del digiono religioso si registri un forte aumento delle esecuzioni, come se si dovesse recuperare il tempo perduto. Mai prima però si era raggiunto un livello così alto: 118 esecuzioni in 10 giorni, quasi 12 al giorno.

Uccise soprattutto persone d’etnia baluca: sunniti. Una straordinariamente alta percentuale di queste esecuzioni riguarda cittadini e cittadine di etnia baluca: 24 uomini e 2 donne. I Baluchi, o Beluci, sono l’etnia preponderante che vive nella regione del Belucistan (Balucistan, Baluchistan), una regione arida dell’Asia sud-occidentale, politicamente suddivisa tra Pakistan, Iran e Afghanistan. Gli abitanti di questa regione sono circa 15 milioni, divisi al 60% tra Pakistan, 25% Iran, e la restante parte in Afghanistan, nella zona di Kandahar.

Sono prevalentemente musulmani sunniti. Le città più importanti della ragione iraniana denominata amministrativamente ‘Sistan e Balucistan’ sono Zahedan e Zabol. Nonostante la regione iraniana, che nel complesso ha circa due milioni e mezzo di abitanti, sia nota per la sua ricchezza di minerali, gas, petrolio, oro e risorse marine, il Balucistan iraniano resta una delle province più povere e meno sviluppate dell’Iran, la cui popolazione ha in un certo senso una ‘tradizione’ di traffico internazionale di droga.

I Baluci paragonabili ai curdi. Da questo punto di vista, i Baluchi sono paragonabili alle minoranze curde, anche loro tenute volutamente in condizioni di sottosviluppo nella regione che occupano al confine tra Iran, Iraq, Siria e Turchia. I curdi, attraverso il fenomeno dei ‘Kolbar’, praticano il contrabbando di merci e prodotti petroliferi (non di droga) sui sentieri montuosi della loro regione, e subiscono ogni anno diverse decine di uccisioni da parte delle pattuglie di frontiera iraniane, che cercano di arginarli anche utilizzando mine antiuomo.

L’Aabia Saudita non è da meno. Le esecuzioni prevalenti imposte dalla giustizia vigente nella monarchia sunnita sono sostanzialmente tre: la crocifissione, la lapidazione e la decapitazione, ma quest’ultimo metodo è senza dubbio il più applicato. L’Arabia Saudita, nonostante diverse e periodiche dichiarazioni di voler applicare moratorie della pena di morte, di fatto continua a giustiziare le persone condannate, secondo le leggi della shari’a: fino a tutto il 2022, è stata registrata una media di 129,5 esecuzioni all’anno, con un aumento dell’82% rispetto al periodo precedente. La maggior parte dei giustiziati è accusata di omicidio, reati legati alla droga, rapina a mano armata e incesto.