di Greta Privitera
Corriere della Sera, 1 novembre 2024
“Sono nove mesi che chiede di essere curata”. La Repubblica islamica le ha permesso il ricovero: “Con nove settimane di ritardo”, scrivono al Corriere dalla Free Narges Coalition. Dopo nove settime, alla fine, le autorità carcerarie di Evin hanno chiamato l’ambulanza. Questa mattina, l’attivista iraniana e Nobel per la Pace, Narges Mohammadi, è stata portata in ospedale. La Repubblica islamica le ha permesso il ricovero: “Con nove settimane di ritardo”, scrivono al Corriere dalla Free Narges Coalition. La Coalizione Free Narges chiede, supplica, pretende che a Mohammadi venga concesso un congedo medico per ricevere un trattamento completo per molteplici condizioni fisiche, gravi.
“Il semplice trasferimento in ospedale non risolverà i gravi problemi di salute causati da mesi di abbandono e privazione di cure”, scrivono. Chiediamo di spiegarci in modo dettagliato quali siano i problemi di salute di Mohammadi. E ci mandano un bollettino medico che spiegherebbe il suo stato di malessere: “Secondo un referto angiografico del 18 marzo 2024, l’arteria principale del cuore, su cui è stato applicato nel 2021 uno stent a causa di un’ostruzione del 75%, riscontra nuovi danni e necessita al più presto di un’altra angiografia. Durante un esame avvenuto l’8 luglio 2024, i medici hanno scoperto un nodulo al seno destro. Sebbene i test abbiano confermato che il nodulo è benigno, richiede follow-up e monitoraggio. Secondo le istruzioni di uno specialista, Narges, che soffre di gravi dolori alla schiena, necessita di sedute di fisioterapia, negate dal regime”.
Il 9 ottobre, dalla cella del carcere di Evin, Mohammadi ha rilasciato un’intervista esclusiva al Corriere in cui raccontava come la Repubblica islamica la stesse ricattando negandole le cure: “Le mie visite mediche sono state gravemente ostacolate. Nell’ultimo mese, nonostante un ordine di un cardiologo per una coronarografia urgente, non mi è stato concesso di uscire. In generale, la strategia del regime è il deterioramento della mia salute fisica”. Mohammadi è condannata a 36 anni e 9 mesi di carcere per aver difeso i diritti delle donne. Sabato, le autorità iraniane hanno emesso contro di lei un’ulteriore condanna a sei mesi dopo che l’attivista ha protestato contro l’esecuzione di un altro prigioniero politico.










