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di Victor Castaldi

 

Il Dubbio, 22 ottobre 2020

 

L'avvocata è ora nel famigerato carcere di Qarchak. Nasrin Sotoudeh, l'avvocata iraniana per i diritti umani, è stata trasferita nella prigione di Qarchak, nota per i maltrattamenti sui prigionieri politici. A comunicarlo il marito Reza Khandan, che denuncia l'ennesimo abuso ai danni della moglie.

Ieri "le guardie della prigione di Evin hanno chiamato Nasrin e le hanno detto di essere pronta per il trasferimento in ospedale. Invece è stata trasferita direttamente alla prigione di Qarchak - ha scritto sul proprio profilo Facebook - Tre settimane fa, dopo essere stata ricoverata in ospedale, è stata riportata in prigione prima di completare l'intero trattamento.

Secondo gli esperti, avrebbe dovuto essere nuovamente trasferita in ospedale per un esame cardiaco urgente e angiografia, ma invece le autorità di Evin l'hanno trasferita nel carcere di Qarchak, dove le condizioni sanitarie e di detenzione sono anche peggiori del carcere di Evin". Sotoudeh soffre di una serie di problemi di salute cronici.

Accusata di "propaganda sovversiva", l'attivista è stata condannata nel 2018 a 148 frustate e 33 anni e mezzo di carcere, di cui dovrà scontarne almeno 12. Sotoudeh, che assieme al marito è fra i principali attivisti iraniani per i diritti umani, si è sempre detta innocente, dicendo di aver soltanto manifestato pacificamente per i diritti delle donne e contro la pena di morte.

La prigione di Qarchak è una struttura per sole donne in una fabbrica di polli inutilizzata a sud di Teheran, nota per le condizioni antigeniche e il maltrattamento dei prigionieri politici. Nella stessa prigione si trova anche la ricercatrice dell'Università di Melbourne Kylie Moore- Gilbert, condannata nel 2018 a dieci anni di carcere per presunto spionaggio, un'accusa spesso intentata contro cittadini stranieri e con doppia cittadinanza.