sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

rainews.it, 22 marzo 2022

La cittadina con nazionalità britannica e iraniana detenuta in Iran dal 2016 critica il governo Gb e chiede il rilascio di tutti coloro che sono “ingiustamente detenuti” in Iran.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe, la cittadina irano-britannica rilasciata dopo 6 anni di detenzione a Teheran, rimpatriata la settimana scorsa nel Regno Unito con un connazionale e infine riunitasi al marito Richard e alla figlioletta, ha accusato oggi i governi Tory di Londra succedutisi in questo periodo di aver lasciato passare troppo tempo per ottenere la sua liberazione. “Quanti ministri degli Esteri ci sono voluti?”, si è chiesta nella prima conferenza stampa dopo il ritorno, aggiungendo che la questione si sarebbe dovuta chiudere “sei anni fa” o comunque prima.

Zahgari-Ratcliffe, con al fianco il marito Richard e la deputata laburista Tulip Siddiq, eletta nel suo collegio e sempre al fianco della famiglia in questi anni, ha poi rivolto un appello per il ritorno a casa anche di chi ancora “è ingiustamente detenuto” in Iran, mentre ha ringraziato i media britannici per aver tenuta viva l’attenzione sulla sua odissea; ma soprattutto Richard per essere stato “uno straordinario, meraviglioso marito” e aver condotto una campagna “senza risparmio” per la sua liberazione; e la figlia Gabriella, 7anni, per essere stati “tanto paziente nell’aspettare la mamma”.

Nel 2016 Zaghari-Ratcliffe, che all’epoca lavorava per una ong impegnata a formare giornalisti e blogger in Iran, era stata condannata a cinque anni di carcere con l’accusa di aver “cospirato contro il governo iraniano”. Nel marzo del 2021 aveva finito di scontare la pena agli arresti domiciliari ma, una settimana dopo la rimozione del braccialetto elettronico era stata nuovamente convocata da un tribunale iraniano con l’accusa di aver preso parte a una protesta antigovernativa 12 anni prima. Per questo motivo era stata condannata a un altro anno di carcere. Negli ultimi giorni una delegazione britannica si era recata in Iran per discutere della liberazione di Zaghari-Ratcliffe, e domenica le era stato restituito il passaporto, circostanza che aveva fatto pensare che la sua liberazione fosse imminente. Al momento non è chiaro se la liberazione sia avvenuta per la scadenza dei termini della pena o se in seguito a un accordo tra Regno Unito e Iran.