di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 10 settembre 2020
Secondo il marito, la donna arrestata nel 2016 per sedizione sarebbe vittima di uno scontro diplomatico: il Regno Unito ha un vecchio debito di 400mila sterline con l'Iran, ma non lo paga senza l'avvallo degli Usa. Domenica prossima Nazanin Zaghari-Ratcliffe, che da quattro anni è prigioniera in Iran con l'accusa di aver tentato di sovvertire il regime iraniano, dovrà comparire di nuovo di fronte a un giudice: nei suoi confronti sono state mosse nuova accuse, ma non si sa bene quali, nemmeno i suoi legali ne sono a conoscenza. Quello che da giorni vanno ripetendo è che Nazanin sia vittima di uno scontro diplomatico tra il Regno Unito e l'Iran per il pagamento di un vecchio debito che Londra ha nei confronti di Teheran.
Zaghari-Ratcliffe, cittadina anglo-iraniana, lavorava come responsabile di progetto per la Thomson Reuters Foundation: nel 2016 fu arrestata in Iran mentre andava a fare visita alla sua famiglia con la figlia piccola e condannata a cinque anni per sedizione, accusa che ha sempre respinto. L'Iran non riconosce la doppia cittadinanza. Lo scorso marzo Nazanin Zaghari-Ratcliffe è stata trasferita dal famigerato carcere di Evin, il penitenziario alla periferia di Teheran dove sono rinchiusi molto detenuti politici, agli arresti domiciliari sotto il controllo di un bracciale elettronico per via dell'emergenza Covid19.
Ma due giorni fa gli addetti del tribunale rivoluzionario le hanno notificato un nuovo mandato che la obbliga a comparire davanti al giudice domenica, per difendersi in un processo da nuove accuse indefinite, che il portavoce del ministero degli Esteri britannico ha definito "indifendibili e inaccettabili" chiedendo che la donna non torni in prigione. Il marito di Nazanin, Richard Ratcliffe, ora chiede al governo inglese di "fare di tutto per proteggerla" convinto che la vita di sua moglie sia ostaggio di uno scontro diplomatico di difficile soluzione.
Gli avvocati di Nazanin ripetono da tempo che la detenzione della donna è un mezzo di pressione che Teheran usa per riscuotere da Londra il pagamento di un vecchio debito che ammonta a circa 400 milioni di sterline per una fornitura militare che risale ai tempi dello Shah. L'Inghilterra di recente ha riconosciuto il debito, ma secondo il marito di Nazanin e gli avvocati della donna il governo non ha fatto i passi necessari per ripagarlo per timore di creare tensioni con l'amministrazione Trump.
Il 25 agosto gli avvocati hanno scritto una lettera al ministro della Difesa Ben Wallace accusando il governo di "procrastinare" il pagamento e di avere un approccio meno efficace degli Usa per la liberazione dei cittadini britannici con doppia nazionalità detenuti in Iran. Nella lettera, gli avvocati accusano l'International Military Services (Ims), un'agenzia governativa del Regno Unito, di continuare "a sollevare ogni possibile obiezione legale al pagamento del debito" e di non aver ingaggiato "un dialogo costruttivo con Teheran".
"Il governo del Regno Unito sta apparentemente aspettando il permesso implicito del governo degli Stati Uniti di pagare i debiti (...) che consentirebbe a Nazanin (e ad altri cittadini britannici innocenti) di tornare finalmente a casa", scrivono i legali. Le Nazioni Unite hanno definito la detenzione di Nazanin "arbitraria e illegale".










