Aki, 5 marzo 2015
Sono stati impiccati nel carcere di Rajaishahr a Karaj, nell'Iran settentrionale, sei prigionieri di etnia curda che erano stati condannati a morte per l'omicidio di un religioso sunnita. Lo ha riferito l'ong Iran Human Rights (Ihr), che si batte contro la pena di morte, citando fonti nella Repubblica islamica. Secondo Ihr, che definisce l'ondata di impiccagioni un atto "barbaro" di cui è "responsabile la Guida Suprema Ali Khamenei", i sei detenuti Jamshid e Jahangir Dehgani, Hamed Ahmadi, Kamal Molayee, Sedigh Mohammadi e Hadi Hossein sono stati giustiziati all'alba.
A nulla sono servite le proteste dei loro familiari e di alcuni attivisti per i diritti umani che si erano riuniti davanti al carcere alcune ore prima dell'esecuzione. I sei erano stati arrestati nel 2009 e condannati a morte dal tribunale della rivoluzione di Teheran per il reato di "Moharebeh" (inimicizia nei confronti di Dio). Gli imputati hanno sempre negato il loro coinvolgimento nell'omicidio del religioso.











