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ansa.it, 25 dicembre 2022

La Cnn: denunciati abusi e torture, appelli delle famiglie. Potrebbero essere un centinaio gli iraniani che rischiano in questi giorni la pena capitale, e molti di loro sono giovanissimi o addirittura minorenni. Lo riferisce la Cnn, precisando di avere ottenuto questo numero mettendo a confronto notizie dai media e informazioni diffuse dalle autorità. Tuttavia, molte famiglie non hanno avuto il coraggio di confermare la presenza dei propri cari tra i detenuti a rischio, ma quelli certi sono almeno 43. Tra loro due fratelli di 23 e 24 anni, Farzad e Farhad Tahazade, la cui madre ha diffuso un video per chiedere il loro rilascio, un gesto non privo di rischi per lei stessa.

Nel solo tribunale regionale del Khuzestan, a ovest di Isfahan, la Cnn ha confermato - in collaborazione con 1500Tasvir - attraverso documenti del tribunale che 23 persone sono state accusate di reati punibili con la morte. A Karaj, vicino a Teheran, si è scoperto che altri cinque iraniani rischiano l'esecuzione. Tra loro c'è il 21enne campione curdo-iraniano di karate Mohammad Mehdi Karami. La sua famiglia ha lanciato un appello per la sua liberazione, denunciando che è stato anche torturato in prigione. Un altro detenuto, il rapper curdo-iraniano di 27 anni Saman Yasin, ha tentato il suicidio in carcere.

La Corte suprema dell'Iran ha intanto respinto il ricorso di Mohammad Ghobadlou, confermando la sua condanna a morte e autorizzando quindi la sua esecuzione. “Il ricorso è stato respinto dalla Corte suprema e non ci sarà nessun secondo processo contro di lui. La sua sentenza verrà perciò eseguita”, fa sapere l'alto tribunale. È stato invece accolto il ricorso del rapper curdo Yassin (Saman Seyyedi), e pertanto sarà processato di nuovo, fa sapere la Corte suprema di Teheran.