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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 28 luglio 2020

 

La Circolare del Dipartimento del 23 luglio. Isolamento cautelare, trasferimenti e applicazione del 14 bis, ovvero il regime di sorveglianza particolare che rende la detenzione ancora più dura. Sono queste le soluzioni, non nuove tra l'altro, poste dal Dap tramite la circolare del 23 luglio a firma del vicecapo Roberto Tartaglia e il capo del dipartimento Bernardo Petralia.

"Pur non potendo escludere la possibilità di una parziale sottostima di alcune aree di criticità negli anni precedenti - si legge come premessa nella circolare - l'analisi dei dati statistici relativi agli ultimi anni fa emergere un sensibile aumento del tasso di comportamenti violenti ed antidoverosi da parte della popolazione detenuta, spesso indirizzati contro il personale del Corpo di Polizia penitenziaria, dell'Amministrazione penitenziaria e del personale medico o infermieristico nell'esercizio delle funzioni".

Per questo il Dap chiede di agire rapidamente nell'espletare le procedure disciplinari. Potrebbe far discutere l'idea di un isolamento preventivo. Si legge infatti che "nei casi di particolare gravità e urgenza - determinata dalla necessità di prevenire danni a persone o a cose, nonché l'insorgenza o la diffusione di disordini o in presenza di fatti di particolare gravità per la sicurezza e l'ordine dell'istituto - dovrà essere valutata la possibilità di disporre, d'urgenza e in via cautelare, che il detenuto che abbia commesso una infrazione sanzionabile con la esclusione dalle attività in comune permanga in una camera individuale in attesa della convocazione del consiglio di disciplina".

Ma è proprio il ricorso all'isolamento quello stigmatizzato ad esempio dall'associazione Antigone ricordando che spesso i suicidi avvengono in quei casi, soprattutto quando si tratta di detenuti con patologie psichiatriche.

L'altro punto di intervento è il trasferimento. Il Dap si raccomanda di farlo in maniera celere, onde evitare pericolosi strascichi e "di alimentare nuove criticità". In realtà i trasferimenti sono molto usati e non fanno altro che rimandare il problema altrove.

Per ora solo linee di intervento repressivo. Nella stessa circolare, il Dap preannuncia che tratterà anche il discorso del profilo della prevenzione, incidendo in particolare su tutti quei fattori che possono contribuire ad incrementare il numero delle aggressioni.