di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 giugno 2021
Chiesta l'archiviazione nell'ambito dell'indagine per abuso d'ufficio aperta a carico della dirigente del Dap Caterina Malagoli, direttrice dell'Ufficio Alta sicurezza del Dipartimento penitenziario, per l'isolamento cui era stato sottoposto Cesare Battisti. L'indagine era nata su richiesta dei difensori dell'ex leader dei Pac, proletari armati per il comunismo, secondo i quali il regime d'isolamento disposto nel carcere di Massama (Oristano) era illegittimo. Ora gli stessi legali si oppongono alla richiesta d'archiviazione.
Nel gennaio 2019, dopo l'arresto e l'estradizione, l'ex latitante era stato trasferito nella struttura di massima sicurezza in Sardegna, dove doveva scontare, per sentenza, sei mesi d'isolamento. Ma, stando a quanto denunciato, al termine dei sei mesi Battisti è rimasto in isolamento e per questo aveva iniziato lo sciopero della fame.
Una protesta estrema, ripresa anche 16 giorni fa per contestare la detenzione in un carcere che lo costringerebbe a un isolamento di fatto. A Rossano, in provincia di Cosenza, dove Battisti si trova ora, sono detenuti prevalentemente jihadisti, figure contro le quali l'ex esponente dei Pac si espresso criticamente in passato e con le quali dunque non può condividere spazi comuni e ore d'aria.
Un problema, quello delle sezioni di alta sicurezza miste, messo in luce proprio dal garante nazionale delle persone private della libertà tramite un rapporto tematico. Il collegio del Garante ha visitato tutte quelle Sezioni del sotto- circuito di As2 che sono attualmente caratterizzate dalla diversità delle categorie delle persone ristrette, relativamente al contesto del reato commesso. In particolare, nelle sezioni di Alta sicurezza oggetto di visita sono compresenti persone detenute per reati commessi nel contesto delle azioni armate degli anni Settanta e Ottanta, persone detenute perché imputate o condannate per reati inquadrabili nel complessivo fenomeno del terrorismo internazionale legato a integralismo religioso e persone prevalentemente imputate e in alcuni casi condannate per recenti azioni di antagonismo politico anche di tipo anarchico. In particole le persone detenute nel sotto-circuito As2, nei quattro casi esaminati a Roma- Rebibbia Femminile, Rossano Calabro, Terni e Ferrara, sono detenute in relazione a reati legati a tre diversi macro- fenomeni: quello del radicalismo violento di matrice islamica, quello dell'antagonismo politico anche di tipo anarchico e quello residuale dei movimenti armati degli anni Settanta e Ottanta. "Tale disomogeneità rende vago ogni riferimento a possibili percorsi di reinserimento", ha osservato il Garante nel rapporto. La situazione di Cesare Battisti ha la stessa problematica. Si trova a convivere forzatamente con detenuti jihadisti. È costretto, quindi, ad auto isolarsi. Nessuna ora d'aria, zero momenti di socialità difficoltà ad avviare quindi un percorso trattamentale che è finalizzato, non essendo ostativo, alla riabilitazione come prevede l'articolo 27 della Costituzione. Da 16 giorni e in sciopero della fame e della terapia. Rischia seriamente di morire.











