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di Cristiana Mangani


Il Messaggero, 8 settembre 2020

 

Dieci giorni di permesso premio, dal 26 agosto al 5 settembre, quando non si è presentato in questura a Sassari, per il consueto controllo dell'obbligo di firma, fissato alle 12,20. Avrebbe dovuto passarli nella casa famiglia Don Giovanni Muntoni, gestita dai salesiani in una borgata vicina alla città, a San Giorgio. Ma Giuseppe Mastini, 60 anni, ergastolano, non ha mai smesso di essere Johnny lo zingaro, nonostante una condotta considerata dal Tribunale di sorveglianza tanto buona da concedergli, dopo due evasioni, altri benefici di legge. E così, come aveva fatto nel 2017, ha approfittato del permesso e ha fatto perdere le sue tracce.

Gli investigatori sono certi che abbia già lasciato l'isola proprio in quelle ore in cui non era ancora scattato l'allarme, anche se pensano che difficilmente potrà godere di grandi protezioni. Lo stanno cercando in tutta Italia gli uomini dello Sco, coordinati da Francesco Messina, direttore Dac (Direzione centrale antricrimine), insieme con quelli della Squadra mobile di Sassari e Cagliari.

Sulla decisione presa dai giudici è intervenuto il ministero della Giustizia, attivando l'ispettorato. "Ho ritenuto - ha dichiarato il ministro Alfonso Bonafede - che ci fossero i presupposti, vista la gravità del fatto, per verificare quello che è accaduto con la giusta attenzione".

Non è la prima volta, poi, che via Arenula è entrata in contrasto con questo Tribunale di sorveglianza. Dal febbraio 2019 sono stati 13 i permessi premio autorizzati: praticamente uno al mese, a eccezione del periodo di lockdown causa Covid. Ed è lo stesso Tribunale ad avere concesso, ad aprile scorso, i domiciliari per ragioni di salute a Pasquale Zagaria, boss affiliato al clan dei casalesi. Anche allora Bonafede aveva attivato l'Ispettorato, individuando tramite il Dap una struttura detentiva adatta alle visite specialistiche e chiedendo che Zagaria tornasse in carcere. È di questi giorni il parere contrario della procura distrettuale di Napoli alla proroga degli arresti domiciliari del boss. Ma, nonostante ciò, non rientrerà in carcere.

Sarà, infatti, la Corte costituzionale a decidere dopo che il Tribunale di sorveglianza di Sassari ha sollevato una eccezione di illegittimità del decreto (29/2020), varato dal governo per frenare la scarcerazione di malavitosi durante la pandemia. I giudici avevano accolto la questione avanzata dai legali di Zagaria, che sostengono l'incostituzionalità del decreto Bonafede perché limiterebbe l'autonomia e l'indipendenza dei giudici, e realizzerebbe un'illegittima ingerenza del potere esecutivo-legislativo in quello giurisdizionale.

Nel frattempo, lo zingaro non è più tornato nel carcere di massima sicurezza di Bancali, dove sono rinchiusi diversi detenuti al 41 bis. E l'ennesima evasione ha scatenato la reazione dei parenti delle vittime. "Siamo delusi, mortificati, amareggiati da notizie come queste. È la dimostrazione che va rivisto il sistema della giustizia in Italia - ha dichiarato Mirko Schio, presidente dell'associazione Fervicredo, Feriti e vittime della criminalità e del dovere - Sono un ex poliziotto e in un conflitto a fuoco, ci ho rimesso le gambe. So bene cosa si prova e cosa provano i familiari. Tante cose sono da rivedere - ha aggiunto - Abbiamo visto gli scarcerati per il Covid, i detenuti che evadono. E c'è il problema della carenza di personale nelle carceri. I permessi troppo facili. C'è una sensazione di impotenza degli operatori delle forze dell'ordine: loro non si tirano mai indietro e alla fine sono gli unici che ci rimettono".

Non meno amareggiata è Maricetta Tirrito, portavoce del Comitato dei collaboratori di giustizia (Cogi). "Ma come faceva a godere ancora di permessi premio dopo tutte le evasioni fatte, due solo negli ultimi tre anni? - si interroga - È un episodio che squarcia ancora una volta il velo di ipocrisia sull'efficienza della Giustizia, incapace di organizzare la propria filiera di comando. Con quale faccia possiamo guardare negli occhi i parenti delle vittime. Tutto questo non è accettabile".