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di Gianni Sartori


Ristretti Orizzonti, 3 agosto 2019

 

Il 22 luglio, con un comunicato, il Collectif Palestine Vaincra, facente parte di Samidoun (rete internazionale di sostegno ai prigionieri palestinesi), informava l'opinione pubblica che " sei prigionieri palestinesi proseguivano il loro sciopero della fame contro la detenzione amministrativa".

Ossia contro l'imprigionamento senza accuse né processo, un metodo utilizzato regolarmente da Israele. I sei hunger strikers erano: Jafar Izz al-Deen, Ahmad Zahran, Muhammad Abu Aker, Mustafa al-Hassanat, Huthaifa Halabya e Hassan al-Zaghary.

Al momento del comunicato alcuni erano in sciopero della fame dal oltre 30 giorni, altri da una ventina. Posti in isolamento, venivano e vengono sottoposti a un duro trattamento affinché sospendano lo sciopero. Tra le misure punitive adottate dall'amministrazione penitenziaria: l'impossibilità di ricevere visite di familiari e anche di incontrare i rispettivi avvocati.

A questi sei prigionieri in lotta nei giorni successivi se ne sono aggiunti altri due e - dal 30 luglio - altri 20. Questi ultimi sono rinchiusi in una prigione nel deserto del Negev e nella loro azione di protesta sono guidati da Wael Jaghoub, esponente del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). Tutti loro richiedono l'immediata liberazione dei prigionieri amministrativi. Come ritorsione, alcune aree del carcere (in particolare dove sono rinchiusi i militanti del Fplp) sono state letteralmente rastrellate, perquisite a fondo e molti detenuti trasferiti in altre sezioni.

La minaccia di trasferimento in altri penitenziari viene formulata regolarmente anche contro i prigionieri in sciopero della fame. Sempre il Collectif Palestine Vaincra ha preso parte alla manifestazione del 30 luglio che si è svolta a Saida (Libano) e che ha visto migliaia di palestinesi e libanesi manifestare in sostegno dei rifugiati palestinesi e per il diritto al Ritorno. Insieme a Cpv, diversi attivisti della campagna per la liberazione di George Ibrahim Abdallah. Oltre alla sua scarcerazione, i manifestanti chiedevano quella di Ahmad Sa'adat (segretario generale del Fplp detenuto dagli israeliani).

Il prigioniero George Ibrahim Addallah (comunista libanese, di religione cristiana) è ritenuto il fondatore delle Farl (Frazioni armate rivoluzionarie libanesi, gruppo marxista-leninista presumibilmente legato a Damasco) che avevano rivendicato cinque attentati, di cui due mortali, tra il 1981 e il 1982 in Francia.

Venne arrestato a Lione nel 1984 e accusato di complicità nell'uccisione di due diplomatici, lo statunitense Charles Ray (a Parigi) e l'israeliano Yacov Barsimentov (a Boulogne-Billancourt). Detenuto ormai da 35 anni, al momento si trova nella prigione di Lannemezan (Hautes-Pyrénées) dove scontano dure pene detentive anche una dozzina di baschi abertzale. Recentemente il presidente libanese Aoun ha chiesto al governo francese di rimetterlo in libertà concedendo l'estradizione in Libano.