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di Marina Crisafi

Il Sole 24 Ore, 29 maggio 2026

Il Dgmc chiarisce la disciplina degli accessi agli Istituti penali minorili dopo il caso Casal del Marmo. Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (Dgmc) ha chiarito la disciplina degli accessi agli Istituti penali minorili dopo le contestazioni sollevate nei giorni scorsi in merito alle visite ispettive negli Ipm. Le indicazioni, come reso noto sul quotidiano del ministero della Giustizia, GNewsonline.it, si rifanno all’art. 67 dell’Ordinamento penitenziario che regola l’accesso alle sezioni detentive e che, fuori dai casi previsti dalla legge, prevede una specifica autorizzazione, soprattutto quando sono coinvolti minori detenuti.

Il caso Casal del Marmo e i limiti dell’ordinamento penitenziario - La precisazione del Dipartimento arriva dopo la nota dei Radicali Italiani, secondo cui il Dgmc avrebbe “tentato di impedire l’accesso alle sezioni detentive degli Istituti penali minorili sulla base di una circolare illegittima e incostituzionale”. Il riferimento è alla richiesta di visita avanzata dal gruppo presso l’Ipm di Casal del Marmo, autorizzata dal Dipartimento il 18 maggio scorso ma limitata alle aree comuni dell’istituto. Il Dgmc ricorda che l’articolo 67 della legge sull’ordinamento penitenziario consente l’accesso senza preventiva autorizzazione soltanto a specifiche categorie di soggetti di rilievo istituzionale.

Come precisato dal Capo del Dipartimento, Antonio Sangermano, “i soggetti che in deroga al generale divieto possono liberamente accedere negli istituti penali - si identificano - in specifiche, non estensibili, categorie di persone che rivestono cariche istituzionali espressamente tipizzate, oltre che nei soggetti che alle stesse si accompagnino nel corso della visita per ragioni connesse alle loro funzioni”. Per tutti gli altri soggetti, invece, l’accesso agli Istituti penali minorili resta subordinato ad autorizzazione che è sottoposta a limitazioni, tanto più nel caso di soggetti minori detenuti. Secondo il Dipartimento, infatti, si legge, “i giovani vanno maggiormente tutelati dall’esposizione a situazioni di potenziale intrusione nella loro vita privata, che negli Istituti si svolge prevalentemente negli spazi di pernottamento, gli unici che possano restituire una ‘dimensione domestica’”.

La circolare del 2025 - Il Dgmc ha inoltre ricordato che, con apposita circolare emanata nel gennaio 2025, è stata regolamentata la materia degli accessi soggetti ad autorizzazione negli Ipm, disciplinando condizioni e finalità delle visite effettuate da soggetti non compresi nell’elenco previsto dall’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario. Resta comunque ferma, conclude il Dipartimento, “la possibilità che chiunque abbia interesse ad approfondire le condizioni di vita delle persone detenute, possa avvalersi dell’accesso dei soggetti istituzionali, e quindi autorizzati per legge”.