di Emanuela Gatti
Il Piacenza, 2 novembre 2025
Sdegno della Cgil. Zavattoni: “L’annullamento del corso “4 novembre, la scuola non si arruola” giunge inaspettato, atto grave”. La Flc Cgil di Piacenza esprime profondo sconcerto e ferma condanna per la decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) di annullare, attraverso il ritiro dell’accreditamento sulla piattaforma S.O.F.I.A. (piattaforma nazionale per la formazione), il corso di formazione per docenti intitolato “4 novembre, la scuola non si arruola”, organizzato dall’ente accreditato Cestes-Proteo in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Il corso, previsto per il 4 novembre, aveva registrato un’ampia adesione di docenti che avrebbero potuto usufruire del permesso per formazione.
L’annullamento giunge inaspettato, costringendo i molti iscritti ad annullare i permessi già richiesti per non incorrere in conseguenze disciplinari. Giovanni Zavattoni, segretario generale Flc Cgil Piacenza dichiara che “siamo di fronte a un atto di gravissima censura politica e pedagogica che colpisce al cuore la libertà di insegnamento e la possibilità di dibattito critico all’interno della scuola pubblica. Il Mim, citando la presunta ‘non coerenza’ con le finalità di formazione professionale, sta sostanzialmente decretando che l’analisi della guerra, l’educazione alla pace e il rifiuto dell’uso delle armi - temi fondanti e attualissimi - siano estranei al dibattito educativo”. La motivazione ufficiale addotta dal Ministero è che l’iniziativa “non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti”. La Flc Cgil di Piacenza respinge con forza questa interpretazione restrittiva e ideologica.
L’Articolo 11 della Costituzione italiana, che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, rende il dibattito sulla pace, l’antimilitarismo e la nonviolenza non solo pertinente, ma doveroso in ogni contesto educativo. Il tema della guerra e della pace è un elemento cruciale della cittadinanza attiva e consapevole, parte integrante del profilo professionale di ogni docente chiamato a formare cittadini”. “L’annullamento è un tentativo inaccettabile di limitare il pensiero critico e di imporre una narrazione monodirezionale nella scuola. Chiediamo al Ministero un immediato ripensamento e la revoca di questa iniqua decisione. La scuola non deve ‘arruolarsi’ a nessuna ideologia militarista, ma deve restare un presidio di libertà, democrazia e promozione dei valori costituzionali. Tutto questo è inaccettabile e se letto con quanto accaduto nei giorni scorsi preoccupa il sindacato.
A Rho (Mi), alla Fiera di orientamento Expo training, la Polizia Penitenziaria, nello stand a loro dedicato, ha fatto esercitare ragazzini con armi. Condanniamo con fermezza l’iniziativa esposta alla fiera, che ha permesso a studenti minorenni di imbracciare armi da esercitazione e simulare il fotosegnalamento e l’esperienza carceraria. Riteniamo inaccettabile che l’orientamento professionale, specialmente per i giovani, passi attraverso la spettacolarizzazione di strumenti di coercizione e di un sistema, quello penitenziario, che dovrebbe essere primariamente indirizzato alla convivenza sostenibile all’interno delle carceri, nel rispetto della dignità e dei diritti delle persone recluse.
Simili pratiche banalizzano la complessità della sicurezza e del carcere, distorcendo il messaggio educativo e promuovendo una cultura della militarizzazione anziché della prevenzione e della riflessione. Siamo contro ogni forma di militarizzazione della scuola, e riteniamo che il Ministero dovrebbe promuovere come finalità Educativa la non militarizzazione e la risoluzione non violenta dei conflitti.
La Flc Cgil è e sarà a fianco dell’Osservatorio e di tutti i docenti che rivendicano il diritto alla formazione libera e consapevole”. La Flc Cgil di Piacenza invita tutte le istituzioni scolastiche e la cittadinanza a riflettere “sulla gravità di questo atto, che rappresenta un pericoloso precedente per la libertà di cattedra e la democrazia nella scuola”.











