di Raffaella De Santis
La Repubblica, 12 settembre 2022
Il Festivalfilosofia esplora le implicazioni più rilevanti, ma anche quelle meno scontate, di un termine fondamentale che resta di dolorosa attualità.
Giustizia è la parola per eccellenza, quella che fa sperare in un mondo migliore. La più importante per le nostre democrazie, sicuramente la più evocata. Qual è il suo perimetro? Valutarla nei suoi confini concettuali, storici, culturali, geografici è quanto possono aiutarci a fare gli studiosi. Il Festivalfilosofia di Modena Carpi e Sassuolo dedica la sua ventiduesima edizione al dibattito delle idee intorno alla giustizia, da prospettive filosofiche, politiche, teologiche: incontri con filosofi, storici, economisti, scrittori e intellettuali per ricostruire la genealogia e fenomenologia di un concetto dall’antichità a oggi. Appuntamento dal 16 al 18 settembre, con accesso libero. Qui vi proponiamo una guida ragionata. Orari e programma su www.festivalfilosofia.it.
Giustizia e diseguaglianze - Il presente, tra crisi economica e guerra, rende il tema urgente, come spiega Daniele Francesconi, direttore scientifico del festival: “Viviamo in società ferite dalle diseguaglianze e fratturate da polarizzazioni che impongono di trovare forme di riparazione. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha ovviamente acuito l’urgenza del tema ‘giustizia”. Le aspettative di eguaglianza saranno alla base dell’intervento di Roberto Esposito, mentre Salvatore Natoli e Marco Santambrogio metteranno in relazione virtù e merito. “Dal punto di vista teorico, le teorie della giustizia, che risalgono al contrattualismo, si sono molto trasformate negli ultimi trent’anni, per esempio integrandosi con l’approccio delle ‘capacità’ “, aggiunge Francesconi. Focus sull’istruzione con Chiara Saraceno che si concentrerà sui rischi della povertà educativa e Umberto Galimberti sulle conseguenze emotive sui giovani dell’attuale sistema educativo. Sulle diseguaglianze nel mondo delle piattaforme si soffermerà Riccardo Staglianò, mentre Walter Scheidel rifletterà sull’impatto del Covid e Maurizio Ferraris, invece, sulla società dei dati.
Colpa, pena e Legge - Un’altra pista del Festivalfilosofia riguarda il rapporto tra colpa e pena, giustizia e legge: ne parlerà Enzo Bianchi. Il rapporto con la politica sarà approfondito da Adriana Cavarero attraverso la figura di Antigone e da Ivano Dionigi, in un viaggio culturale alle origini, tra Atene e Roma. Massimo Recalcati esplorerà invece il dissidio traumatico tra Legge e desiderio. Tra gli ospiti anche Umberto Curi. La giustizia è anche un grande tema letterario perché ha a che fare con ciò che c’è di più umano: errore, colpa, vendetta. Simona Forti partirà dal paradigma dostoevskiano per interrogarsi sul male radicale e Stefano Massini userà la letteratura per parlare del nostro posto nel mondo. Massimo Cacciari e Natalino Irti, invece, rifletteranno sulla novella Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleist, che narra della metamorfosi morale di un uomo dopo un torto subito.
Le forme del diritto - Ci saranno inoltre le lezioni sui fondamenti della giustizia nel diritto, tra cui quella di Donatella Di Cesare sui meccanismi di vittimizzazione e quella di Gustavo Zagrebelsky sulle eccezioni e gli errori della legge. Di mafia parlerà invece Gad Lerner insieme a Don Ciotti. Tra le presenze più interessanti Lea Ypi, autrice di Libera, cresciuta nell’Albania comunista e della caotica liberalizzazione degli anni Novanta. Alla violenza contro i monumenti è dedicata la lezione di Anne Lafont, mentre Michela Marzano riannoda i fili della memoria familiare.
Pace e guerra - Inevitabile interrogarsi su quanto sta accadendo in Ucraina e più in generale sui conflitti nella storia. Avishai Margalit parlerà di pace “giusta”, Carlo Sini della guerra come pratica discorsiva, la storica Joanna Bourke della seduzione della violenza, Carlo Galli delle relazioni tra politica e guerra, Sebastiano Maffettone delle teorie classiche sulla giustizia, a cominciare da John Rawls.
Non solo lezioni - Il festival sarà ricco di eventi e spettacoli: da Umberto Orsini e Giovanna Marini in scena con La ballata del carcere di Reading. Da Oscar Wilde a Roberto Saviano con Il coraggio della verità, da Gianrico Carofiglio, che porterà in piazza a Carpi La sopravvivenza del più gentile a Massimo Donà con Anelito di giustizia, sul palco insieme agli allievi dell’Istituto musicale Vecchi-Tonelli.
Un po’ di numeri - Dall’anno del suo debutto nel 2001, il Festivalfilosofia ha organizzato 3400 eventi e coinvolto tre milioni di persone. Perfino negli ultimi due anni funestati dalla pandemia, ha contato dalle 206 mila presenze del 2019 alle 76 mila dello scorso anno. Gli appuntamenti sono cresciuti passando dai 98 della prima edizione ai 188 del 2021. Quando fu inaugurato più di 20 anni fa, non esistevano festival del genere in Europa, interamente dedicati alla filosofia. Avviata per iniziativa di un comitato di enti locali, poi costituitisi in consorzio, la manifestazione propone una formula vincente rimasta inalterata nelle 21 edizioni: una parola chiave individua un concetto della tradizione filosofica e al tempo stesso una questione di attualità. Nessun dubbio che la giustizia si presti a un dibattito trasversale: dall’etica di Aristotele alle teorie politologiche di John Rawls, da Dante Alighieri a George Orwell, le riflessioni sulla giustizia fanno parte della storia delle civiltà e sono vitali per le nostre democrazie.










