di Carlo Lania
Il Manifesto, 21 gennaio 2024
A Istanbul la premier in più di due ore di colloquio con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Intesa sui migranti, sintonia sulla guerra Russia-Ucraina ma freddezza sul conflitto in Medio Oriente, sul quale Italia e Turchia mantengono posizioni distanti. Sono alcuni degli argomenti trattati ieri a Istanbul dalla premier Giorgia Meloni in più di due ore di colloquio con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Un bilaterale programmato da tempo e che coincide con l’avvio della presidenza italiana del G7, anche se il passaggio di consegne ufficiale con il Giappone ci sarà il prossimo 3 febbraio a Tokio.
L’incontro di ieri è servito a Meloni per tornare a chiedere a Erdogan una rafforzamento dei controlli sui migranti in partenza dalla Libia e in particolare dalla Tripolitania, regione di fatto controllata dalla Turchia che da alcuni anni addestra la cosiddetta Guardia costiera di Tripoli. Dell’argomento la premier italiana e il presidente turco avevano già parlato in passato in un incontro avuto all’Onu, mentre a novembre scorso il segretario generale della Farnesina si era recato ad Ankara per proseguire il lavoro. La prossima tappa sarà un nuovo Memorandum, dopo quello con la Libia e la Tunisia, al quale stanno lavorando il ministro degli Esteri Antonio Tajani con l’omologo turco.
Sulla guerra tra Russia e Ucraina, Meloni ha ringraziato Erdogan per i tentativi di mediazione tra due Paesi e in particolare per l’accordo raggiunto sul grano. Più difficile, invece, il confronto sul conflitto in corso in Medio Oriente per il quale Meloni ha ribadito l’obiettivo dei due Stati. Una posizione lontana da quella sempre più dura che da tempo ormai Erdogan ha assunto nei confronti di Israele.










