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di Eleonora Camilli

La Stampa, 11 settembre 2024

I Cinquestelle hanno infatti inviato al presidente della Camera la richiesta per l’esame urgente della proposta di legge a firma Vittoria Baldino, mentre Pd e Azione presentano emendamenti per il ddl sicurezza. Dopo il lungo dibattito estivo, si passi ora ai fatti. È la sfida lanciata dal Movimento cinque stelle a Forza Italia e alle altre forze politiche che, a parole, si dicono favorevoli alla riforma della legge 91/92 sull’acquisizione della cittadinanza. I Cinquestelle hanno infatti inviato al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la richiesta per l’esame urgente della proposta di legge a firma Vittoria Baldino sullo ius scholae. Una stretta per “vedere chi è realmente pronto a questo passo di civiltà di cui il Paese ha bisogno” spiegano. Ancora più diretta è la deputata pentastellata: “A questo punto capiremo se è stato tutto un bluff. Noi chiediamo solo di dare seguito a quanto detto anche sulla fantomatica proposta di Forza Italia sullo ius scholae - aggiunge Baldino -. Se le intenzioni erano reali è questo il momento di dimostrarlo, aprendo un dibattito nella sede opportuna, quella legislativa”. La proposta dei Cinquestelle prevede un ciclo di cinque anni di studio per gli stranieri nati o arrivati in Italia entro il dodicesimo anno di età.

Da Forza Italia, però, è Maurizio Gasparri a frenare e a chiarire la posizione del partito spiegando l’idea è quella di un ciclo di studi di dieci anni e di “una verifica del livello di conoscenza della lingua e dei principi fondamentali del diritto - afferma in un’intervista ad Agorà su Rai3 -. Fino ad oggi se a 18 anni si presenta la domanda, nessuno verifica se hai frequentato la scuola, se ti sei integrato o sei un bravo cittadino. Quindi la nostra posizione è perfino più rigida della legge vigente. E stiamo verificando anche un altro criterio: quello delle origini, che deve essere più selettivo”.

Intanto gli altri partiti dell’opposizione provano a forzare sul tema sfruttando l’esame alla Camera del ddl sicurezza. Il Partito democratico ha presentato due emendamenti al decreto: il primo prevede la possibilità di chiedere la cittadinanza dopo un percorso scolastico quinquennale. Il secondo, invece, riprende l’idea dello ius soli temperato per chi è nato in Italia e ha almeno un genitore regolarmente soggiornante da un anno. I dem fanno sapere di essere al lavoro anche su una propria proposta di legge che sarà depositata a breve. E che non si considera il ddl sicurezza “il contenitore più indicato per questo tema”. Il decreto contiene infatti anche la discussa norma bandiera della Lega sulla possibilità di revoca della cittadinanza a chi commette reati.

Anche Carlo Calenda presenterà oggi un emendamento sullo ius scholae. Mentre da Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni sottolinea che lo “ius soli è la strada giusta”, ma che il partito è “pronto a tutto per far guadagnare diritti alle persone”. Anche Avs presenterà diversi emendamenti, l’obiettivo - spiegano- è “migliorare la vita concreta delle persone in carne ed ossa”.