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di Niccolò Carratelli

La Stampa, 25 agosto 2024

Tra i parlamentari Pd il sospetto che l’apertura di Forza Italia possa essere soltanto un bluff. Pronta una mozione da presentare in Aula per vedere se passeranno dalle parole ai fatti. Matteo Salvini trova ogni giorno un modo diverso per avvertire Antonio Tajani: “Le nostre priorità sono stipendi e pensioni, andiamo avanti con le nostre idee, non con quelle degli altri”, avverte il vicepremier leghista, con un appello che sembra indirizzato al collega di Forza Italia e alla sua battaglia d’agosto sullo ius scholae. I leghisti non fanno nulla per dissimulare il fastidio di fronte alle uscite di diversi esponenti azzurri, circa la possibilità di “arricchire” il programma di centrodestra con un intervento sulla cittadinanza. “Litigare su questo è inutile”, dice Salvini, tanto più se si ricevono i “complimenti di Bonaccini”.

Battuta tagliente, perché a indisporre lui e Meloni sono gli ammiccamenti sul tema con i dem. Nel Pd nessuno ha particolare fretta di andare a vedere le carte di Tajani sullo ius scholae. Al Nazareno più d’uno sospetta che quello del leader di Forza Italia sia solo un bluff, una mossa propagandistica estiva, che non avrà un concreto seguito parlamentare. Ma sull’opportunità di andare subito a stanare gli azzurri alla Camera o al Senato, con un voto su una specifica mozione (comunque già pronta) che li costringa a passare dalle parole ai fatti, c’è qualche dubbio.

Perché c’è il rischio che, a quel punto, Tajani decida di non strappare platealmente con Fratelli d’Italia e Lega. O, più probabilmente, che Giorgia Meloni riesca a ricompattare la maggioranza, magari con una contro mozione, concedendo qualcosa alla sensibilità di Forza Italia sul tema, ma poi rinviando tutto al 2025, a data da destinarsi. “Per noi è importante avviare un dialogo intorno a una proposta articolata - spiega a La Stampa Pierfrancesco Majorino, responsabile dem per le Politiche migratorie - sicuramente presenteremo alcuni punti, su cui aprire un confronto con le altre forze di opposizione, con enti e associazioni.

E, se vorranno, anche con i colleghi di Forza Italia”. L’idea è quella di collegare, a livello comunicativo, le nuove norme per la concessione della cittadinanza all’altro testo su cui Majorino ha lavorato con Graziano Delrio, quello per il superamento della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, che doveva essere presentato prima dell’estate ed è pronto per essere reso pubblico. In quest’ottica, meglio lasciare aperto un possibile canale di dialogo con Forza Italia, consentendo a Tajani e soci di tenere il punto all’interno della coalizione. Piuttosto che forzare la mano per arrivare a un chiarimento immediato delle singole posizioni in Parlamento, con la prospettiva concreta di assistere, sul più bello, a una marcia indietro di Forza Italia. Contatti diretti con i berlusconiani per esplorare la questione, assicurano fonti dem, finora non ce ne sono stati. Ma non è detto che non si trovi l’occasione alla ripresa dell’attività parlamentare.

Approcci che gli alleati di centrodestra vogliono stroncare sul nascere. Maurizio Lupi, che pure vede con favore la discussione, lo dice in modo soft: “Prima è necessario trovare una posizione condivisa all’interno della maggioranza, solo dopo si può aprire un confronto con le opposizioni”. Mentre per Salvini è inutile farsi illusioni: “Il nostro obiettivo non è lo ius soli. ma aumentare gli stipendi, cancellare la legge Fornero e dare la possibilità di uscire a chi ha lavorato per 41 anni”, spiega il ministro delle Infrastrutture, che si premura di far sapere di essersi scambiato alcuni messaggi con la premier Meloni, concordando la linea: “Avanti con le nostre idee. Per me ogni polemica è chiusa e il governo va avanti fino al 2027”. A rafforzare il concetto arrivano le parole di Nicola Procaccini, uomo di punta di Fratelli d’Italia a Bruxelles: “Una legge sulla cittadinanza c’è già, non credo sia un tema prioritario - dice -. Penso che il Parlamento sia impegnato nella realizzazione di un programma elettorale approvato dai cittadini. Lavoro, economia, abbattimento del cuneo fiscale, natalità sono le priorità chieste dagli italiani”. Il capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, conferma: “Ai nastri di partenza, dopo la pausa estiva, due disegni di legge del governo, sicurezza e lavoro”, annuncia. Insomma, per loro il tema della cittadinanza da riconoscere a centinaia di migliaia di bambini e ragazzi è solo un argomento per intrattenersi sotto l’ombrellone.