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di Antonella Baccaro

Corriere della Sera, 7 luglio 2025

Il leader azzurro rilancia sulla riforma della cittadinanza, ma sottolinea: non voglio mettere in difficoltà il governo. Chiusura totale della Lega, ma su FI pesa anche l’indiscrezione secondo cui la figlia del fu Cavaliere non sarebbe favorevole. “Adesso la sinistra dirà che sullo Ius scholae ho fatto marcia indietro... ma non è così”. Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri per Forza Italia, mette le mani avanti sulla querelle che lo vede contrapposto alla Lega ma anche a Fratelli d’Italia sull’acquisizione della cittadinanza attraverso un percorso scolastico decennale. 

Al “Forum in masseria” di Bruno Vespa, organizzato da Comin & Partners, arriva consapevole che è su questo tema che sarà assediato, dopo che la Lega ha ancora una volta archiviato come velleità l’approvazione della legge in questione. Così, nella calura soffocante dell’una, quasi sommerso dal frinire delle cicale, dopo due battute sui dazi e i conflitti in corso, Tajani attacca: “Vorrei convincere i nostri alleati e i cittadini: non siamo pericolosi lassisti, né deboli, ma l’esatto contrario: la nostra è una norma per rendere più seria la concessione della cittadinanza. Il modello è quello dell’Impero romano che inglobava” dice. Ma, soprattutto, ci tiene a ribadire che lo Ius scholae è parte del programma del centrodestra “al punto 6”, dove si parla di integrazione di immigrati regolari. “Tuttavia - aggiunge -, lungi da me la volontà di mettere in difficoltà il governo...”. Quindi spiega: “Il nostro programma non è solo questo”. E elenca al primo posto la riforma della giustizia, poi quella del fisco, infine la crescita dei salari. Un riepilogo che sembra fare quasi a se stesso. 

Stamattina, su La Stampa è apparsa l’indiscrezione che Marina Berlusconi non sarebbe troppo entusiasta della campagna sullo Ius scholae, che preferirebbe si puntasse sui cavalli di battaglia di matrice liberale, cari al padre Silvio. Tajani non sfugge a chi gli chiede (a margine) se l’ha sentita: “Marina Berlusconi è un’amica, non abbiamo mai affrontato questo tema. Non si è mai espressa su questo tema”. E, a riprova, fa notare che il giornale non riporta alcuna dichiarazione. Ma Vespa lo pungola, gli chiede se accetterebbe di avvalersi di un’eventuale “maggioranza alternativa” per approvare la legge, pur in un secondo momento: “Vorrei convincere prima di tutto i nostri alleati, andando nel merito della proposta - dice svicolando - che è ben diversa da quella che è stata bocciata dal referendum, che piace alla sinistra”.

E accalorandosi aggiunge: “Non è il colore della pelle che ti fa italiano. E non c’è il pericolo di un’invasione islamica nelle nostre scuole. È il lassismo culturale che ci rende deboli”. E ancora: “Togliere il crocifisso dalla scuola è un segnale che ci rende deboli. Se siamo forti della nostra identità perché dovremmo avere paura di inglobare? Io voglio avere più italiani perché c’è bisogno anche di manodopera” prosegue. Per poi concludere: “Io non ho fatto nessuna marcia indietro: non sono abituato a farlo”. 

La Lega: “La riforma della cittadinanza non passerà mai” - Pochi minuti dopo che le agenzie hanno battuto le sue parole arriva la nota della Lega: “Invitiamo l’amico Antonio Tajani ad archiviare ogni polemica sulla riforma della cittadinanza. Non passerà mai, non è prevista dal programma di centrodestra, è stata bocciata perfino dal recente referendum promosso dalla sinistra. Guardiamo avanti, al Paese non serve un’estate di inutili polemiche”. A raccogliere l’appello del ministro degli Esteri, resta il leader del M5S, Giuseppe Conte, anche lui approdato in masseria: “Tajani sia conseguente e noi a quel tavolo in Parlamento ci siederemo. Ma se Tajani fa queste dichiarazioni, sempre a luglio e agosto non a caso, è un teatrino avvilente per quei ragazzi che saranno i primi a non credere più nella politica”. Poi sono solo cicale.