di Giacomo Galanti
La Repubblica, 20 agosto 2024
Intervista al segretario di +Europa sull’ipotesi di riforma della legge sulla cittadinanza: “Il dibattito tra i partiti di questi giorni mi pare inconcludente”. “La prossima settimana vogliamo depositare il quesito del referendum sulla cittadinanza”. Parola di Riccardo Magi, segretario di +Europa, che non crede molto al dibattito degli ultimi giorni tra le forze politiche: “Mi pare una recita delle solite parti”, spiega.
Onorevole Magi, eppure Forza Italia ha aperto sullo Ius scholae..
Mi sembra sia il solito dibattito inconcludente dove i partiti guardano più alla propria identità che alla società italiana. Insomma, tante parole senza però una vera volontà di agire in Parlamento. Ecco perché andiamo avanti con il referendum.
Siete pronti?
Noi stiamo lavorando al referendum da prima che arrivasse questa botta mediatica dovuta alle Olimpiadi. Stiamo definendo il testo che vorremmo depositare la prossima settimana.
Il vostro obiettivo è arrivare allo Ius soli?
Bisogna ricordare che lo strumento referendario pone dei limiti perché è di natura esclusivamente abrogativa. Noi stiamo valutando tutti gli interventi possibili, in particolare quelli che abbiano come esito una legge funzionante e che sia un passo avanti rispetto alla situazione attuale.
Poi bisognerà raccogliere le firme...
Stiamo provando a creare una rete di associazioni e organizzazioni del terzo settore sia laico sia cattolico che in questi anni sono state molto attive su questo tema. Soggetti che sentono la necessità di una riforma per non tradire quei ragazzi e quelle ragazze nati o cresciuti in Italia.
Vi siete sentiti con gli altri partiti di opposizione?
Abbiamo parlato con M5s e Pd e ho notato un po’ di freddezza, ma si tratta di contatti avvenuti prima dell’apertura di questo dibattito ferragostano. Ora che andiamo a concretizzare, torneremo a provare di coinvolgere tutti. Questa deve essere un’iniziativa più aperta e inclusiva possibile. E soprattutto non contro il Parlamento che può intervenire quando vuole e spero lo faccia. Ma contro l’immobilismo del Parlamento.
Sarà la volta buona?
Noi insistiamo su questa riforma non solo perché crediamo in un principio di giustizia, ma anche in una visione del paese di come già è e come deve essere nel futuro. Una decina di anni fa c’era la convinzione che una riforma fosse matura. Ricordo le parole del presidente Giorgio Napolitano e dell’allora presidente della Camera Gianfranco Fini. Senza dimenticare che alla fine di luglio, durante il suo viaggio in Brasile, Sergio Mattarella ha fatto un intervento sottolineando come la legge brasiliana che si rifà allo Ius soli dà una lezione di civiltà con la capacità di rendere cittadini persone venute da tante parti del Mondo.










