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di Vanessa Vidano

 

La Sentinella del Canavese, 29 ottobre 2020

 

Scade venerdì 6 novembre alle ore 12 il bando del Comune di Ivrea per la programmazione di interventi per fronteggiare l'emergenza epidemiologica Covid-19 in ambito penitenziario che permetterà agli enti del terzo settore di ospitare, per 6 mesi, 5 detenuti dell'istituto penitenziario di Ivrea che, in possesso dei requisiti per godere della pena alternativa e che non abbiano un residuo di pena superiore ai 18 mesi, non possono uscire dal carcere perché privi di un posto in cui risiedere per la durata della pena alternativa.

L'azione - figlia del decreto del 18 marzo 2020 che permetteva ai detenuti di uscire in determinate condizioni per far fronte al sovrappopolamento carcerario e alle ripercussioni della pandemia di Coronavirus - arriva solo ora a distanza di mesi per alcune lungaggini burocratiche che, non fosse per l'infausto ritorno del virus, avrebbe rischiato di rendere vana l'azione.

L'ente finanziatore è il fondo di Cassa delle ammende, ente pubblico istituito nel 2017 e che ha lo scopo di finanziare programmi di reinserimento e accompagnamento in ambito carcerario. I fondi sono prima passati dallo Stato alle Regioni, che a loro volta li hanno dati ai Comuni sedi di istituti penitenziari. Il pocket money previsto è di 20 euro al giorno a detenuto - per tutta la durata dei 6 mesi - che copriranno le spese di vitto e alloggio e gli eventuali progetti di inserimento sociale e lavorativo.

"Verranno scelti detenuti a fine pena - spiega la garante dei detenuti Paola Perinetto - di modo che alla fine dei 6 mesi possano tornare a godere del regime di libertà. Un altro fondo simile che i garanti hanno seguito da vicino è stato quello del Uepe (Ufficio per esecuzione pena esterna, ndr) che ha finanziato progetti di pene alternative per 29 detenuti in Piemonte.

Il fondo è stato elargito direttamente senza il passaggio attraverso la Regione, cosa che ha velocizzato di molto i tempi, ed è già esaurito". Al bando per l'accoglienza di 5 detenuti per 6 mesi sono invitati a partecipare gli enti del terzo settore, vale a dire organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, imprese sociali, iscritti da almeno un anno ai registri regionali di riferimento; gli enti riconosciuti dalle confessioni religiose con cui lo stato ha stipulato degli accordi; gli enti di patronato riconosciuti dalla legge. Gli enti candidati, in forma singola o con un'associazione temporanea di scopo, devono avere ciascuno almeno una sede nell'area pertinenziale di Ivrea.