di Franco Farnè
La Sentinella del Canavese, 14 agosto 2025
Hanno raddoppiato la forza e il valore anche simbolico delle rispettive sorellanze le Sorores optimae dei club Soroptimist di Torino e Ivrea-Canavese che si sono nuovamente unite in un’iniziativa, nell’ambito del progetto nazionale “Si sostiene… in carcere”, promosso dal Soroptimist International d’Italia, in collaborazione con la famosa azienda bolognese Fabbri 1905, simbolo dell’eccellenza italiana, nonché leader internazionale nel mondo della gelateria e da sempre impegnata nel sociale, e sostenuta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Si tratta del corso di gelateria tenutosi nella sezione femminile della Casa circondariale Lorusso-Cutugno di Torino e dedicato a detenute che hanno così potuto acquisire competenze professionali che potranno spendere, si spera con successo, una volta scontata la pena e uscite dal carcere. Il corso, conclusosi il 9 luglio scorso ha avuto una docente formatrice d’eccezione in Rosa Pinasco, gelatiera genovese dalle grandi doti professionali e umane.
“Le partecipanti al corso di base - spiega la presidente del club eporediese, Eugenia Enrico - hanno avuto modo di imparare un mestiere che potrà aiutarle a superare un sofferto disagio umano e sociale, stimolare la loro crescita personale e dar loro una nuova prospettiva di vita. Sono lieta di aver condiviso questo progetto con la presidente del club di Torino, Ivana Celona, rafforzando ulteriormente l’amicizia che lega le reciproche realtà.
E di aver condiviso con lei anche l’emozione e la soddisfazione nell’ascoltare le impressioni entusiaste delle partecipanti, durante il momento conviviale in cui ci hanno fatto assaggiare il gelato, frutto del loro impegno, al quale è seguita la consegna dei diplomi da parte della formatrice”. “È dall’ottobre 2017 - ricorda Ines Bisi, puntuale addetta stampa e pierre del Club di Ivrea e Canavese - che con il progetto “Si sostiene”, i Club Soroptimist si sono impegnati a livello territoriale nella realizzazione di corsi di vario genere in istituti con sezioni femminili che hanno coinvolto 1.100 detenute.
I club italiani che hanno aderito al progetto e che hanno attuato corsi per parrucchiera, estetista, pasticciera, sarta, cake designer, governante, torrefattrice, apicoltrice, bibliotecaria, corsi per la manutenzione del verde e la coltivazione di orti sono 66”. E sottolinea: “Le detenute che, dopo aver seguito i corsi, hanno fruito di borse-lavoro retribuite dentro o fuori dal carcere sono 90.
Numerose le iniziative di educazione ed empowerment anche su temi culturali ed artistici quali cineforum, lettura, scrittura, pittura, fotografia, musica e corsi di coro, e in crescita i percorsi di sostegno alle attività motorie/sportive, con la dotazione di attrezzatura a spazi e palestre, e i percorsi di medicina di genere e di prevenzione, quali nutrizione, ginecologia, cardiologia e osteoporosi, per sostenere il diritto alla salute attraverso conoscenza e consapevolezza. Sono dati e risultati che danno valore al progetto che deve continuare a crescere”.











