La Sentinella del Canavese, 2 marzo 2015
Presentato il progetto Laboratorio vegetale, promosso dalla cooperativa "Alce Blu" a Cascina Praie si opera sui prodotti ortofrutticoli coltivati in carcere. Si chiama Laboratorio vegetale, ed è un'attività di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli delle serre della casa circondariale e di Cascina Praie in marmellate e composte da distribuire e commercializzare localmente.
Ente capofila del progetto, presentato venerdì proprio a Cascina Praie di Salerano, è la cooperativa Alce blu, in partenariato con Consorzio Copernico, proprietario di cascina Praie, e la casa circondariale di Ivrea e con la collaborazione operativa della cooperativa sociale agricola Vivai Canavesani . Il finanziatore della fase di start-up del laboratorio è Compagnia di San Paolo.
Il progetto occuperà tre persone in semilibertà del carcere di Ivrea e coinvolgerà anche altri soggetti in situazioni di difficoltà o disabilità che già lavorano in cascina. "Laboratorio vegetale - illustra Gabriella Levrio, presidente di Alce blu- non è una semplice iniziativa commerciale, ma un tentativo di creare un collegamento forte tra realtà marginali del territorio e la comunità locale attraverso l'occupazione stabile di persone che hanno poche alternative a livello lavorativo e di progetto di vita".
"La nostra realtà di Cascina Praie - ricorda Cristina Arrò, presidente di Copernico - poggia da sempre sull'idea di fare sperimentazione sociale, di mettere insieme competenze e risorse delle cooperative aderenti, che oggi sono sei, per cercare soluzioni innovative alla oggettiva crisi di servizi e del sistema di welfare in generale che il nostro territorio sta vivendo. Siamo convinti che solo coinvolgendo attori diversi nella realizzazione di un progetto si possa arrivare a un risultato efficace e duraturo che abbia ricadute positive sul territorio".
"Il progetto è importante - rimarca Assuntina Di Rienzo, direttrice del carcere - in quanto offre ai detenuti la possibilità di essere produttivi e poter sperare, attraverso l'operosità, in un futuro migliore. Se le persone detenute non hanno la speranza di un futuro migliore, non ci può essere recupero e la possibilità di imparare un mestiere, di lavorare, di essere produttivi è la loro principale fonte di speranza". "È importante dare prospettive alle persone - aggiunge Giorgio Siri, responsabile dell'area trattamentale del carcere. Solo così l'esperienza della detenzione diventa formativa". "Sono trascorsi 25 anni da quando Cascina Praie accolse per un inserimento lavorativo la prima persona in semilibertà", ha ricordato Armando Michelizza, da sempre impegnato nella realtà carceraria e, dal 2012, Garante dei detenuti.
La presentazione del progetto si è conclusa con un buffet preparato dalla cooperativa Divieto di sosta che lavora con i detenuti all'interno del carcere. I prodotti del Laboratorio vegetale e del Forno del gabbio si possono già trovare in commercio a Cascina Praie, con il progetto Filiera corta, allo Zac e presto in altri esercizi commerciali.











