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di Andrea Bucci

La Stampa, 30 maggio 2025

Il sindacato Osapp: “La sofferenza legata al sovraffollamento e alla disorganizzazione imperante accomuna poliziotti e detenuti”. Si sono arresi - dopo aver parlato col garante comunale dei detenuti, Raffaele Orso Giacone, i cinque detenuti saliti nel primo pomeriggio di oggi sul tetto del carcere di Ivrea chiedendo di parlare con un magistrato. I primi due verso le 19,30 sono scesi dal tetto e sono stati trasferiti in un altro istituto di pena. Gli altri si sono arresi più tardi. A scatenare la protesta sono state le condizioni carcerarie ogni giorno più insostenibili. A renderla pubblica è stato il sindacato Osapp: “L’episodio - dice il segretario generale, Leo Beneduci - è l’ennesima dimostrazione del fatto che in ambito penitenziario alle molteplici promesse dei governi di opposti schieramenti non seguono mai fatti concreti”. Qui, mercoledì scorso, un detenuto che ha cercato di uccidersi è stato salvato all’ultimo dalla Penitenziaria.

A protestare sono stati i detenuti nelle celle del terzo pieno, in regime ordinario di carcerazione: sono riusciti a raggiungere il tetto attraverso i corridoi passeggio. Tutto - a quanto si apprende - è nato in seguito a una protesta nel settore di isolamento, dove sono stati dati alle fiamme alcuni materassi, incendio domato rapidamente.

“La sofferenza interna alle carceri legata al sovraffollamento e alla disorganizzazione imperante e che purtroppo accomuna poliziotti e utenza - aggiunge - sta producendo conseguenze deflagranti in cui anche problemi di semplice soluzione diventano insormontabili e temiamo che con la calura estiva le criticità esistenti andranno ad assumere livelli di estrema drammaticità con effetti sulla stessa società”.