di Chiara Nardinocchi
La Repubblica, 1 ottobre 2024
“Ho scelto la libertà sull’impossibilità di ottenere giustizia”. Inizia così il primo discorso da uomo libero di Julian Assange, volato dall’Australia a Strasburgo per parlare davanti alla Commissione per gli affari legali e i diritti umani dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Un discorso pieno di amarezza e che punta il dito contro Washington. “Voglio essere totalmente chiaro. Non sono libero oggi perché il sistema ha funzionato. Sono libero oggi perché dopo anni di carcere mi sono dichiarato colpevole di giornalismo”. “Ora la giustizia per me è preclusa - ha continuato - poiché il governo degli Stati Uniti ha insistito affinché nel patteggiamento fosse prevista la condizione di non presentare il mio caso alla Corte europea per i diritti dell’uomo”, ha sottolineato Assange.
Il fondatore di Wikileaks è stato rilasciato a giugno dopo 5 anni di reclusione in carcere seguiti a sette anni di esilio autoimposto presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove aveva chiesto asilo per motivi di persecuzione politica. Il caso durato anni si è concluso quando si è dichiarato colpevole di aver cospirato per ottenere e diffondere illegalmente informazioni riservate sulla difesa nazionale in base all’Espionage Act. “La questione fondamentale è semplice - continua Assange - i giornalisti non dovrebbero essere perseguiti per aver svolto il loro lavoro. Il giornalismo non è un crimine. È un pilastro di una società libera e informata”.
Il giornalista australiano è stato accusato di aver ricevuto e pubblicato migliaia di documenti segreti, tra questi diari di guerra e dispacci diplomatici che includevano dettagli sugli illeciti militari statunitensi in Iraq e Afghanistan. Tra questi anche il video di un attacco con un elicottero Apache del 2007 a Baghdad che uccise 11 persone, tra cui due giornalisti della Reuters. Celebrato dai sostenitori della libertà di stampa, Assange è stato accusato di aver messo a rischio la sicurezza nazionale americana e vite innocenti - come quelle di persone che hanno fornito informazioni alle forze statunitensi in Iraq e Afghanistan.
Durante il suo discorso, il giornalista australiano ha messo in guardia gli europei dai rischi dell’ingerenza statunitense. “Gli europei devono obbedire alla legge sullo spionaggio degli Stati Uniti - afferma Assange - La libertà di espressione e tutto ciò che ne consegue si trovano a un bivio oscuro. Temo che, a meno che istituzioni che stabiliscono norme come il Consiglio d’Europa non si sveglino di fronte alla gravità della situazione, sarà troppo tardi”. “Se l’Europa vuole avere un futuro in cui la libertà di parola e la libertà di pubblicare la verità non siano privilegi riservati a pochi ma diritti garantiti a tutti, allora deve agire in modo che ciò che è accaduto nel mio caso non accada mai a nessun altro”, ha sottolineato Assange, chiedendo a tutti di fare la propria parte “per garantire che la luce della libertà non si affievolisca mai, che la ricerca della verità continui a vivere e che le voci di molti non vengano messe a tacere dagli interessi di pochi”. L’Assemblea, che comprende parlamentari di 46 paesi europei, discuterà della detenzione e della condanna di Assange “e del loro effetto agghiacciante sui diritti umani” in vista di un dibattito sull’argomento previsto per mercoledì 2 ottobre











