di Massimo Ammaniti
Corriere della Sera, 5 agosto 2019
Quei ragazzi sono perlopiù italiani di piccoli paesi a riprova del fatto che più che prendercela coi migranti dovremmo occuparci di quello che non va nelle nostre famiglie e nella nostra scuola.
Che si può fare con uno spray al peperoncino? Una donna può difendersi da un aggressore oppure nelle mani di un ragazzo può diventare una pericolosa arma di offesa. Era successo nella discoteca "Lanterna Rossa" a un concerto sovraffollato, qualcuno aveva spruzzato il terribile spray provocando una calca di ragazzini e di genitori che li avevano accompagnati, lasciando per terra morti e feriti. Si è scoperta alfine una temibile banda di ventenni che agiva nei concerti e nelle feste provocando un panico incontrollabile per cui riuscivano a rubare soldi e catenine d'oro. Negli anni il branco di giovani si è scagliato contro migranti, persone con handicap, donne indifese provocando sofferenze, paure, lesioni fisiche anche gravissime.
Ma questa volta se la sono presa con i coetanei che erano andati al concerto, bastava spingere il tasto di una bomboletta per sentirsi padroni della vita e della morte. Una pulsione onnipotente che li trasformava in esseri superiori in grado di travolgere la vita di centinaia e centinaia di ragazzi. Nessun segno di colpa e di ravvedimento nel branco, che ha continuato in questi mesi a infierire sugli altri per qualche soldo in più.
Colpisce la callosità mentale di quei ragazzi che li rende invulnerabili ai sentimenti e ai principi morali della comunità umana, ma sarebbe fuorviante liquidarli dicendo che sono bestie, perché gli animali esprimono emozioni e anche gratitudine. Sono perlopiù italiani di piccoli paesi del modenese a riprova del fatto che il degrado educativo sta raggiungendo tutti i livelli della società. Più che prendercela coi migranti dovremmo occuparci di quello che non va nelle famiglie e nella scuola italiana.









