di Francesca Caferri
La Repubblica, 19 agosto 2019
Rabbia delle Ong per la scelta di un Paese nel mirino per l'uso di violenza e omicidi mirati. La rabbia espressa dalle organizzazioni internazionali che da anni monitorano i diritti umani nella regione non è bastata: le Nazioni Unite nel giorno di Ferragosto hanno confermato che a inizio settembre organizzeranno una conferenza sulla definizione e la criminalizzazione della tortura nel mondo arabo al Cairo.
Ovvero nel cuore di quell'Egitto che dozzine di studi internazionali, da quelli di Human Rights Watch a quelli di Amnesty International passando per decine di organizzazioni minori. considerano uno dei Paesi che della tortura fa un uso sistematico e indiscriminato. "È un incontro standard", ha dichiarato ai reporter dell'agenzia Reuters Rupert Colville, portavoce dell'Ufficio diritti umani dell'Onu.
Lo stesso che a febbraio aveva denunciato le condanne a morte basate su confessioni estratte con la violenza come pratica comune in Egitto. Cosa abbia spinto Romena, l'ufficio regionale dell'Onu che si occupa di diritti umani, a unirsi all'agenzia governativa egiziana per i diritti umani a organizzare l'incontro previsto per il 4 e 5 settembre, con la partecipazione di altri Paesi della regione, non è chiaro. Quel che è certo però è che dal programma saranno escluse le organizzazioni che da anni lavorano per i diritti umani nel Paese.
Primo fra tutti quel Nadeem center che a lungo è stato un punto di riferimento per le vittime di tortura in cerca di aiuto legale e psicologico: il centro è stato chiuso dal governo del presidente Abdel Fatah Al Sisi e la maggior parte dei suoi collaboratori posti sotto divieto di espatrio. Un mese prima dei sigilli apposti dalla polizia ai loro studi nel febbraio 2016, gli esperti del Nadeem avevano accusato le autorità egiziane di aver ucciso 500 persone e di averne torturate 600 solo nel 2015.
Secondo le stime di Human Rights Watch 60mila persone sono finite in carcere in Egitto dal 2013, quando il presidente Al Sisi ha preso il potere: la maggior parte di loro ha subito torture. "La conferenza servirà soltanto agli sforzi dell'Egitto per ripulire la sua immagine" - ha denunciato alla Reuters Mohamed Zaree, ricercatore del Cairo Institute for Huma Rights: un altro dei gruppi messi al bando negli ultimi anni. Zaree, che dal 2016 non può lasciare l'Egitto, pur essendo riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori esperti sul tema, all'incontro di settembre non è stato invitato.










