di Giuseppe Antonelli
Corriere della Sera, 4 agosto 2026
La forma è la stessa da un lato del neologismo “bomba d’acqua”: come se si trattasse di un fenomeno atmosferico, di un imprevedibile disastro naturale. Per definire l’arrivo a Ceuta di decine di migliaia di persone giunte a nuoto dalle coste del Marocco, si è usata spesso - in questi giorni - l’espressione “bomba umana”. Espressione che allude all’ipotesi secondo la quale dietro l’evento potrebbe esserci una precisa volontà politica: una sorta di meccanismo a orologeria. Le parole pesano non solo per quello che dicono, ma anche (a volte di più) per quello che evocano. In questo caso, la forma è la stessa da un lato del neologismo “bomba d’acqua”: come se si trattasse di un fenomeno atmosferico, di un imprevedibile disastro naturale. Dall’altro, ci riporta - più strettamente - a quello “scudo umano” che già dal ‘900 fa purtroppo parte del lessico bellico. Tornando indietro ancora di un secolo, alle persone usate come “carne da cannone”: vittime sacrificabili (più che sacrificali) sull’altare della guerra.
Nei primi usi di “bomba umana” questo significato si spostava dalla vittima al carnefice: “Terrorista che si fa saltare in aria durante la deflagrazione”, spiega il Vocabolario Treccani. Nell’uso che se ne sta facendo in questi giorni - e già si è fatto altre volte in occasione di analoghe crisi - è invece l’elemento umano a definire la natura stessa dell’arma. Il ricorso alle migrazioni di massa come armi, d’altra parte, è teorizzato almeno dal 2010. Il risultato è che l’aggettivo “umano” non è più associato a ciò che viene distrutto, ma a ciò che serve a distruggere. E allora ecco il Pontefice che, a poco più di due mesi dall’enciclica Magnifica Humanitas, dopo aver parlato - nel commento al Vangelo - di Gesù come nostro “fratello in umanità”, esprime tutta la sua preoccupazione per la situazione di Ceuta. Perché la vera nemesi dell’umano non sta nell’aspetto inumano di ciò che è artificiale, ma nell’atteggiamento disumano di esseri umani verso altri esseri umani.









