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di Matteo Marcelli


Avvenire, 22 dicembre 2021

 

Dopo la sospensione dello scorso anno, Rinnovamento nello Spirito Santo torna a dare speranza alle carceri italiane con l'ormai tradizionale pranzo di Natale. Un'occasione per contribuire a costruire quella "finestra spirituale" che papa Francesco, nel messaggio agli ultimi di domenica scorsa, ha chiesto con forza sia concessa ad ogni persona privata della propria libertà.

Con l'iniziativa di ieri il progetto "L'altra cucina... Per un pranzo d'amore" è giunto alla sua ottava edizione e ha visto l'adesione di quattro istituti grazie alla collaborazione della Fondazione Alleanza (sempre riconducibile al Movimento guidato da Salvatore Martinez), e della Onlus Prison Fellowship Italia. Sono stati circa 800 i detenuti serviti, sparsi tra la sezione femminile di Rebibbia a Roma, il carcere di Opera a Milano e gli istituti di Ivrea e Cagliari (Quartucciu).

Decine i volontari impegnati, assieme ad alcuni personaggi del mondo della musica e della televisione. A Roma hanno partecipato la cantante Francesca Alotta, i Cugini di Campagna, la giornalista Maria Soave e altri ancora.

Abbastanza per suscitare l'entusiasmo delle detenute, la loro voglia di cantare così forte da sovrastare la voce dei cantanti e l'illusione di passare un Natale quasi normale: "Queste giornate sono un'occasione di svago di cui abbiamo bisogno" racconta una detenuta. "In tempi di Covid, entrare in carcere e farsi familiari per queste persone è già un piccolo miracolo - ragiona Martinez. Luoghi come questo, nei quali l'esperienza della privazione della libertà o della sofferenza sono ordinari, finiscono, per contrasto, con l'esaltare proprio il valore della vita, la sfida del vivere".

Lo chef stellato che quest'anno ha diretto la brigata nelle cucine è Gianfranco Pascucci, aiutato dai suoi collaboratori e da alcune detenute. "Stare in cucina ti serve a non pensare" spiega un'altra ragazza, in carcere per droga. Non tutte le detenute hanno potuto mangiare ai tavoli, ma per chi è rimasto in cella è stato organizzato un servizio di consegna. "Questo evento è fondamentale per le detenute - fa notare la direttrice della casa circondariale Alessia Rampazzi - serve a farle sentire in famiglia e a renderle consapevoli dei valori fondamentali e del supporto della società civile".