di Massimo Lensi
Il Domani, 28 settembre 2024
La Camera ha approvato in via definitiva il ddl Valditara sul voto in condotta. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il cinque in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. “Con la riforma del voto in condotta”, ha commentato il ministro Valditara, “si ripristina l’importanza della responsabilità individuale, si dà centralità al rispetto verso le persone e verso i beni pubblici e si ridà autorevolezza ai docenti”.
Caro ministro Valditara, semmai è l’opposto: il 5 in condotta ripristina l’infantilizzazione, la privazione cioè della responsabilità, non l’opposto. L’autorevolezza dei docenti scade al livello di osservanza etica discrezionale. La disciplina, insegnata agli studenti con questa sottile tattica della sanzione, altro non è che la diretta conseguenza dell’introduzione di valori reazionari, che inseguono i principi della società punitiva nel mondo scolastico.
Il cinque in condotta è l’altra faccia del 415 bis del codice penale novellato dal ddl Sicurezza (primavera di bellezza), il nuovo reato di resistenza passiva in carcere. In questo caso è la buona condotta del detenuto a giocare la partita decisiva. Rifiutarsi di eseguire un ordine - un qualsiasi ordine, attenzione - è passibile di punizione. Nel caso scolastico si ripete l’anno con il marchio della diminuzione virtuale di condotta (parola che deriva dal verbo “condurre”: la propria vita). Nel caso detentivo, la pena è una nuova carcerazione punitiva non di un reato vero e proprio, ma della mancata esecuzione di un ordine impartito dall’autorità.
Punire, dunque, in nome dell’ideale decoro rappresentato dall’autorità morale. Roba che ricorda il corpo delle guardie della rivoluzione islamica, la pulizia (non polizia, pulizia) etica dei Pasdaran. “Se quindi la politica è il decoro, e il decoro è il bello, il decoro altro non è che estetizzazione della politica” (Wolf Bukowski, La buona educazione degli oppressi, 2019, p. 156). Ordine e Disciplina.










