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di Gabriella Cerami

La Repubblica, 10 luglio 2024

È legge il disegno di legge Nordio che abolisce l’abuso di ufficio e rivede in parte la disciplina sulle intercettazioni, impedendo la trascrizione di quelle non rilevanti e vietando ai giornalisti di pubblicare quelle che non sono contenute negli atti dei giudici. Con 199 voti a favore e 102 contrari la Camera ha dato il via libera definitivo al testo. Ieri sono stati respinti tutti gli emendamenti e oggi le opposizioni sono andate in ordine sparso con Italia Viva e Azione che si sono espresse a favorevole votando con la maggioranza.

“Noi dall’opposizione apprezziamo il lavoro del governo su questo disegno di legge e il lavoro svolto dal ministro Nordio”, dice Enrico Costa di Azione: “È un primo passo, sono passi limitati con tante deroghe che speriamo siano sfrondati” nel tempo, aggiunge Costa che rimarca “l’approccio” per contenuti “del gruppo sui provvedimenti del governo: su tanti ci siamo opposti, su questo voteremo convintamente a favore”.

Anche Roberto Giachetti di Italia Viva pur non considerandola “una riforma epocale”, perché per noi è “il minimo sindacale” annuncia il voto a favore. “Avete abrogato l’abuso di ufficio, dovendo pagare comunque un dazio alla magistratura con l’inserimento nel decreto carceri di un contentino”, dice riferendosi all’inserimento del reato di peculato per distrazione. Dunque Iv attende “la riforma strutturale della giustizia che è quella che prevede la separazione delle carriere” e “rischia di non andare in porto” per una questione di tempi, “spero così non sia”.

Alleanza verdi sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito democratico, seppur con sfumature diverse, alzano la voce. A partire da Devis Dori che definisce il provvedimento “ddl Silvan”, perché si introduce una “limitazione alla pubblicabilità delle intercettazioni”, ovvero “un ulteriore bavaglio-bavaglietto al diritto di cronaca giudiziaria. Per quanto ci riguarda i reati contro la Pubblica amministrazione sono estremamente gravi e con questo disegno di legge c’è un vero arretramento rispetto alla tutela del cittadino davanti agli abusi della Pa”.

Lo spiega bene anche il capogruppo M5s in commissione Giustizia Cafiero De Raho per il quale con il ddl Nordio, che modifica anche le norme sulle intercettazioni “si vuole impedire la conoscenza dei contenuti delle indagini. E la conoscenza è alla base della democrazia, che dovrebbe agevolare la diffusione delle conoscenze. Vogliono rendere più difficile le indagini sui colletti bianchi riducendo la pubblicazione e rendendo queste meno efficaci. Perché ci sono persone diverse dagli indagati che in quel momento possono apparire irrilevanti e questo non può essere selezionato dall’ufficiale di polizia giudiziaria di turno”. Inoltre, aggiunge l’esponente M5S, “l’abrogazione dell’ufficio è gravissima, è un reato spia sia per il sistema della corruzione sia per le infiltrazioni mafiose”. Risponde la Lega con Davide Bellomo: “Si perseguono i reati, non le persone”.

Oggi in radio il ministro della Giustizia ha ripetuto: “È una premessa sbagliata” dire che l’abolizione dell’abuso d’ufficio “sia un colpo a lotta corruzione, chi lo dice sa benissimo che l’abuso d’ufficio non ha nulla a che vedere con la corruzione” che “riguarda soldi che vengono pagati”, afferma a Radio24. Il reato d’abuso d’ufficio “era così evanescente che poneva sotto indagine amministratori e sindaci per le questioni più svariate e su 5mila e passa processi instaurati ogni anno, che costavano la paralisi della Pa e la paura della firma ma anche la carriera politica e salute personale, non c’erano mai condanne. Abbiamo liberato 5mila e passa amministratori l’anno dalla paura della firma”.

Invece, sulle intercettazioni e la loro pubblicazione “con questo provvedimento salviamo il terzo: se Tizio parla con Caio di Sempronio, almeno salviamo Sempronio che non ha niente a che fare con l’indagine - spiega ancora Nordio - Da noi l’articolo 15 della Costituzione che tutela la riservatezza delle comunicazioni è stato stracciato e alcuni magistrati hanno intercettato persone che non erano indagate: su questo l’Europa ha fatto una sentenza umiliante per noi e la magistratura”.