sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giorgio Gori*, Valentina Lanfranchi** e Teresa Mazzotta***


Il Domani, 15 gennaio 2021

 

Egregio commissario straordinario dottor Domenico Arcuri, ci preme scriverle, confidando nella sua attenzione, per sottoporle il problema della vaccinazione delle persone private della libertà personale e degli operatori penitenziari del nostro paese. Le carceri italiane risentono storicamente di grandi e ben noti problemi di sovraffollamento: il rischio di esplosione pandemica, in questa fase in cui il numero di positivi al Covid-19 è purtroppo in ripresa nonostante i controlli e le attenzioni del personale sanitario e penitenziario, è quindi più che mai concreto.

A oggi, i detenuti in eccesso nelle nostre carceri sono poco meno di 4.000, e, secondo i dati del monitoraggio settimanale del ministero della Giustizia, a metà dicembre i detenuti positivi al Covid-19 erano 1.030, in aumento rispetto ai 958 rilevati al 7 dicembre. Di questi detenuti positivi, 951 risultano asintomatici, 44 sono ricoverati all'interno delle strutture carcerarie e 35 sono ricoverati in strutture sanitarie esterne.

Gli agenti della polizia penitenziaria positivi al coronavirus, sempre al 14 dicembre, erano poi 754; 714 risultavano in degenza a casa, 22 in caserma e 18 erano i ricoverati all'esterno. Infine sono stati rilevati 70 positivi tra il personale amministrativo e dirigenziale dell'amministrazione penitenziaria, di cui 69 si stanno curando a casa e uno è ricoverato. Tra i detenuti, quindi, la percentuale di positivi è pari all'1,9 per cento, tra gli agenti al 2 per cento.

Sono numeri preoccupanti, soprattutto considerando la persistenza della seconda ondata Covid-19, anche per la stessa natura degli ambienti di detenzione. Lungi da noi contestare, con questo, la scelta di vaccinare prioritariamente il personale medico e sanitario del nostro paese. Crediamo, però, che con urgenza sia necessario intervenire anche sul sistema carcerario, non solo per preservare la salute delle persone detenute e del personale penitenziario, ma anche per allontanare il rischio che possano insorgere eventuali disordini, che già si sono verificati in molte carceri del nostro paese quando isolamento e quarantena si sono sommate alle limitazioni alla libertà dovute alla detenzione. Confidiamo in un positivo accoglimento della nostra, sentita, istanza. Cogliamo l'occasione per porgerle i nostri più cordiali saluti e rimaniamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

 

*Sindaco di Bergamo

**Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale

****Direttore della Casa circondariale di Bergamo