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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 4 luglio 2020

 

Il testo non viene invece tenuto in considerazione dai legislatori. I giudici dei Paesi membri dell'Unione Europea utilizzano sempre di più la Carta dei diritti fondamentali, ma non i legislatori. Questo è il dato che emerge dal recente rapporto annuale che monitora i progressi nell'applicazione della Carta. Si fa l'esempio della sentenza della Corte costituzionale tedesca che ha utilizzato la Carta come parametro di costituzionalità.

Il dato dolente, invece, è che i legislatori - a differenza dei giudici - non prendono in esame, con la dovuta attenzione, la Carta durante l'iter legislativo finalizzato all'adozione di nuovi testi normativi. La Carta serve per tutelare i diritti dei cittadini europei e grazie alla sua visibilità e chiarezza che conferisce ai diritti fondamentali, essa contribuisce a creare la certezza del diritto nell'Ue.

Ma cosa contiene? Comprende un preambolo introduttivo e 54 articoli, suddivisi in sei capi: dignità (dignità umana, diritto alla vita, diritto all'integrità della persona, proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, proibizione della schiavitù e del lavoro forzato); libertà (diritto alla libertà e alla sicurezza, rispetto della vita privata e della vita familiare, protezione dei dati di carattere personale, diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, libertà di espressione e d'informazione, libertà di riunione e di associazione, libertà delle arti e delle scienze, diritto all'istruzione, libertà professionale e diritto di lavorare, libertà d'impresa, diritto di proprietà, diritto di asilo, protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione); uguaglianza (non discriminazione, diversità culturale, religiose e linguistica, parità tra uomini e donne, diritti del bambino, diritti degli anziani, inserimento dei disabili); solidarietà (diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito dell'impresa, diritto di negoziazione e di azioni collettive, diritto di accesso ai servizi di collocamento, tutela in caso di licenziamento ingiustificato, condizioni di lavoro giuste ed eque, divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro, vita familiare e vita professionale, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute, accesso ai servizi d'interesse economico generale, tutela dell'ambiente, protezione dei consumatori); cittadinanza (diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali, diritto ad una buona amministrazione, diritto d'accesso ai documenti, Mediatore europeo, diritto di petizione, libertà di circolazione e di soggiorno, tutela diplomatica e consolare) e infine la giustizia: il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, presunzione di innocenza e diritti della difesa, principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene, diritto di non essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato.