sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Luigi Migliorini

 

Corriere Veneto, 12 maggio 2019

 

Nei giorni scorsi in Polesine c'erano gazebi della Lega in cui si raccoglievano sottoscrizioni per una petizione per l'introduzione della castrazione chimica per gli stupratori. Ad Adria mi è stato chiesto se volevo firmare e ho risposto ironicamente che l'avrei fatto se avessero aggiunto il ritorno al taglio della mano per i ladri e il ripristino dell'antica lapidazione per le adultere (per gli uomini la pena non era prevista).

Al diniego all'aggiunta è seguito il mio rifiuto di firmare. Non capisco come si possa insistere in siffatta iniziativa, anziché semmai prospettare un inasprimento delle attuali pene, peraltro già elevate. Lo stesso ministero della Giustizia, con nota del capo di Gabinetto del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, ha definito la castrazione chimica incostituzionale e ha condiviso il giudizio negativo del Comitato nazionale per la protezione dei diritti dell'uomo e la biomedicina.

L'articolo 32 della Costituzione stabilisce che "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

La castrazione chimica, seppure attuata tramite farmaci, determina un'alterazione nel fisico e, probabilmente anche nella psiche, che viola i succitati limiti, considerato che il rispetto della persona umana è costituzionalmente previsto in linea generale, senza esclusioni. Ha sostenuto l'incostituzionalità in questione, tra gli altri, anche il professor Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, in un intervento televisivo.

L'eventuale coatta castrazione chimica potrebbe determinare scompensi mentali tali da rendere chi vi è stato sottoposto, uscito dal carcere (non è prevista la condanna all'ergastolo) pericolosissimo. E potrebbe esserci il caso, seppure più raro, di violenza sessuale posta in essere da una donna (sono noti alcuni episodi soprattutto nei confronti di ragazzi).

In queste ipotesi, ovviamente niente castrazione chimica ed altra incostituzionalità sotto il profilo della disparità di trattamento tra uomo e donna. Smettetela quindi, leghisti, con le demagogiche amenità e occupatevi di cose serie.