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di Giulio Manfredi ed Emilia Rossi*

europaradicale.eu, 31 ottobre 2025

Il 21 ottobre scorso, il Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), Ernesto Napolillo, ha inviato una circolare ai Provveditorati Regionali e alle Direzioni degli istituti penitenziari con cui si dispone che “per i soli Istituti penitenziari con circuiti a gestione dipartimentale (Alta Sicurezza, Collaboratori di Giustizia, 41-bis) l’autorizzazione per gli eventi di carattere trattamentale, anche se previsti per i soli detenuti allocati nel medesimo istituto al circuito cd. Media Sicurezza, dovrà sempre essere richiesta a questa Direzione Generale”.

La “Circolare Napolillo” viola patentemente quanto disposto dall’art. 17 della legge n. 354/1975 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), che così recita: “Art. 17 (Partecipazione della comunità esterna dell’azione rieducativa): La finalità del reinserimento sociale dei condannati e degli internati deve essere perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all’azione rieducativa. Sono ammessi a frequentare gli istituti penitenziari con l’autorizzazione e secondo le direttive del magistrato di sorveglianza, su parere

favorevole del direttore, tutti coloro che avendo concreto interesse per l’opera di risocializzazione dei detenuti dimostrino di potere utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera. Le persone indicate nel comma precedente operano sotto il controllo del direttore.”.

La legge citata, che chiaramente nella gerarchia delle fonti è superiore a una circolare del DAP, individua il direttore dell’istituto penitenziario come unico soggetto titolato a ricevere le richieste, esprimere il parere e controllare le attività svolte in carcere da soggetti esterni, agendo in sinergia con il magistrato di sorveglianza. Se il DAP o il sottosegretario Delmastro o chiunque intende cambiare le regole in materia, deve presentare e far approvare dal Parlamento una nuova legge. La legge 354/75 ha compiuto cinquant’anni proprio quest’anno; non sono mancate le celebrazioni e i convegni ad hoc; ma oltre a celebrarla, la legge va letta e rispettata.

*Europa Radicale