Il Centro, 25 novembre 2019
La Corte dei Conti bussa a soldi e chiede a Giulio Petrilli, ex presidente dell'Aret, di pagare 167mila euro (162mila se la cifra verrà pagata entro i termini stabiliti). Una cartella esattoriale dal titolo "Recupero spese dello Stato sentenza Corte dei Conti" è stata recapitata a Petrilli, che ha scritto una nota per raccontare la sua vicenda personale ed esprimere, così, tutto il suo disappunto".
"Io", scrive Petrilli, "chiedo il risarcimento per sei anni di ingiusta detenzione. Acclarata da sentenze definitive. Accusa: banda armata. Poi assolto, tredici carceri speciali in sei anni. Attendevo una risposta in tal senso da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, dopo l'ultima delle mie richieste. Speravo e spero.
Ma invece oggi mi viene recapitata una lettera dall'Agenzia delle Entrate nella quale mi si comunica che devo pagare 167.000 euro in quanto da presidente Aret avevo stabilizzato cinque dipendenti e ridotto fortemente l'indennità del direttore da 110.000 mila euro annui a 39.000. Sono senza parole. La Costituzione", conclude amaramente Petrilli, "che stabilisce il diritto al lavoro e l'inviolabilità della libertà personale, nel mio caso sei anni di carcere ingiusto, non vale nulla".










