di Sebastiano Maffettone
Corriere della Sera, 18 maggio 2025
Si torna a parlare delle varie forme di “direzione intellettuale e morale” (Gramsci) da parte di un gruppo o di una classe in grado di costruire un sistema di controllo sociale. E che oggi proprio non si vede. Karl Marx scrisse che la storia si ripete due volte. La prima come tragedia, la seconda come farsa. Nel caso nostro, la farsa è a portata di mano. Si tratta della famosa egemonia di sinistra nella cultura italiana. Quello di egemonia culturale è un concetto che indica le varie forme di “direzione intellettuale e morale” (Gramsci) da parte di un gruppo o di una classe in grado di costruire un sistema di controllo sociale. Magari qualcosa del genere esisteva una cinquantina di anni fa, sebbene in una forma non coordinata. Francamente è difficile pensare che sussista di questi tempi.
Oggi, se vuoi incontrare un comunista devi mettere un annuncio in Rete. E, tanto per non parlare sempre di altri, capita al sottoscritto - un vecchio liberale progressista - di essere spesso quello più a sinistra in discussioni e convegni. Eppure, nonostante l’evidenza, Arianna Meloni, capo della segreteria di Fratelli di Italia, e Alessandro Giuli, Ministro della Cultura, nel corso degli “Stati generali della cultura” promossa dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia a Firenze, hanno attaccato la supposta egemonia culturale della sinistra.
Dicendo naturalmente che è loro intenzione porvi rimedio per restituire la libertà a tutti. Che dire? Prima di tutto che la cultura, quella vera, non è né di destra né di sinistra. Cosa anche banale su cui però non c’è dubbio. Nella maggior parte dei casi, la cultura è praticata da strani individui che frequentano con ostinazione il mondo delle idee. Ciò appurato.
Perché allora Meloni e Giuli, due persone intelligenti, parlano di un’araba fenice come l’egemonia culturale della sinistra? È un modo per giustificare l’amichettismo di destra. Nella convinzione che la cultura si fa distribuendo posti di assessore e direzioni di istituzioni. Credo che si sbaglino. la cultura si fa con le idee e la coscienza critica. E non è retorica utopistica. Gli Eco e i Bobbio, e non direzioni e assessorati, servono alla destra per recuperare terreno, ammesso che ce ne sia bisogno.









