di Massimo Giannini
La Repubblica, 4 settembre 2025
La lettera di Damien, detenuto transgender di Bollate, che chiede a tutti di guardare in faccia la verità: chi ha sbagliato deve pagare, ma la dignità non va negata. Ce ne dobbiamo far carico, e cito di nuovo Voltaire: la civiltà di un Paese si misura dalla condizione delle sue prigioni. L’Italia è incivile, la gente “normale” non vuole vedere, ma io suggerisco a chiunque una visita nelle patrie galere. Io l’ho fatto, a Rebibbia e a San Vittore: un’esperienza che mi porto nel cuore.
Ciao Massimo, mi chiamo Damien e sono detenuto nel carcere di Bollate. Vorrei tanto che, anche solo per un giorno, per desiderio o magia, politici, giornalisti, uomini di potere, fossero costretti alla verità. Ho sicuramente sbagliato, ma un errore dettato dalla miseria e dalla disperazione mi è costato carissimo. Sono un ragazzo transgender di 36 anni, anagraficamente uomo, biologicamente nel limbo tra i due sessi. Qui mi sono trovato a fare i conti con la “non previsione della mia esistenza”. Di fatto, sono confinato nella Sezione Femminile. Sto meglio, ma sono serviti scioperi e perseveranza per uscire dall’isolamento e per avere i farmaci. Non voglio angustiarti con le disgrazie del sistema penitenziario. Vorrei solo chiederti un incontro qui in carcere, sempre che tu abbia voglia e tempo. Ti saluto e aspetto.
Damien
Ciao Damien, grazie della tua bellissima lettera, così densa di umanità. Riconosci il tuo errore, stai scontando la tua pena. Posso solo immaginare la tua sofferenza interiore, acuita dalla tua condizione di transgender che una cella non aiuta. Non vuoi parlare del sistema carcerario, ma io sì. Ce ne dobbiamo far carico, e cito di nuovo Voltaire: la civiltà di un Paese si misura dalla condizione delle sue prigioni. L’Italia è incivile, la gente “normale” non vuole vedere, ma io suggerisco a chiunque una visita nelle patrie galere. Io l’ho fatto, a Rebibbia e a San Vittore: un’esperienza che mi porto nel cuore. Chi ha sbagliato deve pagare. Ma a nessun essere umano va negato il diritto alla dignità, alla redenzione, a una seconda possibilità. A nessun essere umano va negato il diritto alla propria identità, anche sessuale. Se avrò un permesso verrò a trovarti, Damien. Un’altra vita è possibile.











