di Anna Paola Merone
Corriere del Mezzogiorno, 5 settembre 2020
Dal 23 settembre su Raidue. L'autrice: "Racconto le vite ai margini". Si intitola "Mare fuori" la fiction girata a Napoli, che racconta un altro fronte della città, della sua gente e accende i riflettori su ombre che si allungano minacciose su generazioni di giovanissimi.
L'idea originale di questo nuovo film per la tv è di Cristiana Farina, che firma anche la sceneggiatura di un lavoro al quale è molto legata e che la cui scintilla è scoccata 15 anni fa, quando entrò a Nisida per la prima volta. Era con il cast di "Un posto al sole", per il quale era impegnata come sceneggiatrice, e restò colpita dai volti, dalle storie e dalle speranze di ragazzi che avevano molte domande da fare al mondo. È tornata più volte nel penitenziario minorile, per corsi e lezioni che ha tenuto a più riprese, "e da queste esperienze è venuto fuori un racconto che evidenzia il profilo di adolescenti disposti a rubare il loro futuro, ai quali non possiamo voltare le spalle. "Mare fuori'' è un romanzo di formazione, non giudicante, che svela le insidie di una età difficile, rischiosa per tutti e non solo per chi cresce in quartieri difficili. Il lavoro che ho fatto, grazie al direttore Gianluca Guida, tende proprio ad evidenziare i contorni del bene e del male senza mai giudicare".
In quindici anni Nisida, da dove il mare si vede solo da lontano, è profondamente cambiata. "La prima volta che sono entrata ho osservato gli equilibri interni. Poi - osserva - ogni schema è saltato. In strada si sparava all'impazzata, le paranze dei bambini prendevano il sopravvento e anche dietro le sbarre i clan, le organizzazioni della camorra non avevano più alcun peso. Sintetizzare tutto questo in un unico racconto è stata una sfida importante e complessa".
La prima puntata di "Mare Fuori" sarà presentata ai ragazzi di Nisida il prossimo 10 settembre, due settimane prima della messa in onda ufficiale della fiction che doveva andare in onda a marzo e che è stata invece rimandata causa Covid al prossimo 23 settembre.
Sul piccolo schermo il direttore del carcere minorile è Carolina Crescentini, rigida e severa con un bagaglio profondo di inquietudini personali, al suo fianco Carmine Recano con un cast di attori dove brillano alcune presenze partenopee. "Una donna autore - racconta Farina - può fare la differenza in tutte le storie, aiuta a dare un punto di vista diverso al racconto e ai profili personali. E questo è particolarmente vero nel caso di questa direttrice che arriva al vertice del penitenziario con un vissuto complesso e doloroso. Il lavoro di scrittura, spesso considerato con scarsa attenzione, ha un rilievo assoluto. Ed è quello che fa davvero la differenza".
"Mare Fuori" è stato girato soprattutto a Napoli: alla Sanità, a Nisida, nella Galleria Umberto I, all'Orto botanico. Riprese anche a Cava dè Tirreni e a Roma, a Ponte Milvio, dove si consuma l'accidentale uccisione di un ragazzo da parte di un amico, studente borghese e benestante che si lascia prendere la mano da una notte brava e che finirà perciò nel penitenziario minorile. Farina è già al lavoro sulla scrittura della seconda serie di "Mare Fuori". "L'auspicio - dice - è che incontri il favore del grande pubblico che ha conosciuto la città più problematica attraverso Gomorra, un prodotto molto ben fatto, e che qui troverà un altro aspetto della malavita. Capirà che voltare le spalle a questi ragazzi non si può, bisogna dare futuro a chi altrimenti è pronto a tutto per prenderlo con mezzi non leciti. Questa è una fiction che sa parlare di speranza e delle possibilità di riscatto".
"Mare Fuori" - diretta da Carmine Elia e prodotta da RaiFiction e Picomedia - prende il via dalle storie di Filippo, Carmine, Edoardo e Ciro. Filippo è il ragazzo milanese di buona famiglia che ha ucciso accidentalmente il suo migliore amico durante una notte brava. Carmine è di Secondigliano, sogna di fare il parrucchiere ma sa di essere destinato ad una vita da criminale; Edoardo è un piccolo boss in attesa del suo primo figlio e Ciro sogna di diventare il padrone di Napoli. Tutti i protagonisti si trovano in carcere, dove sono seguiti dalla direttrice Paola Vinci, dal comandante della polizia penitenziaria Massimo e dall'educatore Beppe.










