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di Giusi Fasano

Corriere della Sera, 1 agosto 2022

Gabriella Carsano, così si chiamava, aveva 68 anni e se n’è andata dopo 12 anni senza un sorriso, dopo aver provato tutto - ma proprio tutto - per far capire al sistema giustizia che lei sarebbe stata una mamma amorevole.

Viola ha 12 anni. La legge dice che quando ne avrà 25 potrà conoscere l’identità dei suoi genitori biologici e noi speriamo con tutto il cuore che lo voglia fare, quando sarà il momento. Perché almeno saprà del bene smisurato che le ha sempre voluto sua madre, uccisa pochi giorni fa da un mesotelioma. Saprà di quella donna che prima del tumore si è ammalata di infelicità acuta, per lei male incurabile senza la bambina che aveva messo al mondo.

Gabriella Carsano, così si chiamava, aveva 68 anni e se n’è andata dopo 12 anni senza un sorriso, dopo aver provato tutto - ma proprio tutto - per far capire al sistema giustizia che lei sarebbe stata una madre amorevole, perfetta, e che suo marito, Luigi Deambrosis, oggi ottantenne, sarebbe stato un bravissimo papà. “Non siamo troppo vecchi” avrà ripetuto Gabriella un milione di volte dopo che il tribunale dei minori di Torino, nel 2011, nel decidere l’adottabilità della piccola aveva scritto: la coppia non si è mai posta “domande sul fatto che la bambina si ritroverà orfana in giovane età e, prima ancora, sarà costretta a curare i genitori anziani che potrebbero presentare patologie più o meno invalidanti proprio nel momento in cui, giovane adulta, avrà bisogno del sostegno dei suoi genitori”.

Nonostante quelle frasi i giudici smentirono di aver deciso l’adottabilità per motivi anagrafici ma da quella sentenza in poi Luigi e Gabriella diventarono per tutti i genitori-nonni, quelli troppo vecchi per prendersi cura della loro bambina. Viola era nata a maggio del 2010, era appena arrivata nella sua casa dell’Alessandrino quando un vicino denunciò: “Il padre l’ha lasciata sola in macchina a piangere per tre quarti d’ora”. Non era vero: assoluzione definitiva, dopo anni, dal reato di abbandono di minori. Ma intanto lei era stata affidata a una casa-famiglia e, anche dopo quell’assoluzione, si preferì non spezzare l’equilibrio che la piccola aveva trovato altrove. Niente da fare, non sarebbe mai più tornata a casa.

I figli sono di chi li cresce, è vero. Ma certo questa storia è amara, tristissima. Non ci sono genitori cattivi che hanno trascurato, maltrattato abbandonato. C’è stato un eccesso di desiderio, d’amore, e poi di disperazione. Cara Viola, o qualunque sia il tuo vero nome, speriamo davvero che tu voglia sapere di tua madre, quando avrai 25 anni.