di Federico Cella e Michela Rovelli
Corriere della Sera, 1 agosto 2025
I seminari di Gino Cecchettin con gli studenti delle scuole di Catania, Roma, Milano e Verona sull’educazione ai sentimenti. Quando Gino Cecchettin si è presentato davanti alla Camera per raccontare cosa intendeva fare con la neonata Fondazione dedicata alla figlia Giulia, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre del 2023, ha parlato di un “sogno che ha un valore immenso perché è nato da una tragedia immane”. Il sogno è provare a fare qualcosa, a impegnarsi, per proporre - e dunque costruire - “modelli di relazione basati sulla stima reciproca, sull’ascolto e sul rispetto” partendo dalle nuove generazioni, protagoniste del futuro e che dunque hanno in mano la possibilità di cambiare e migliorarsi più di ogni altro. Che possono rendere realtà quel sogno, insomma. La Fondazione Giulia Cecchettin ha deciso di salire a bordo di CampBus nella sua sesta edizione proprio per iniziare questo percorso.
Il progetto del Corriere della Sera che porta spunti di cultura digitale nelle scuole si arricchisce dunque di un appuntamento durante il tour 2025, che toccherà istituti di Catania, Roma, Milano e Verona: quattro seminari tenuti dallo stesso Gino Cecchettin sull’educazione ai sentimenti. Come si sposano i due temi, relazioni interpersonali e tecnologia? Lo spiega lui stesso, nel discorso tenuto alla Camera: “Viviamo in un’epoca contraddistinta dalla fretta e dalla superficialità: tutto scorre e si consuma troppo in fretta. Non è mai accaduto, nella storia dell’umanità, che ci si trovasse ad essere così “connessi”, sempre e ovunque; eppure, paradossalmente, avvertiamo di essere tra noi distanti, chiusi in noi stessi, e sempre più “scollegati” da ciò che conta davvero”, diceva. Le piattaforme digitali, i social network, gli smartphone sono ormai i canali attraverso cui passano anche i rapporti con l’altro. E dunque è bene tener presente anche di questa sfera quando si tratta di proporre un nuovo modo di vivere l’amore e gli altri sentimenti, che sia basato sul rispetto, la parità e l’ascolto. Con l’obiettivo di combattere ogni forma di discriminazione e violenza. Partendo dalla sua esperienza personale, Gino Cecchettin e la Fondazione che ha deciso di creare proverà a trasmettere agli studenti che partecipano a CampBus il suo messaggio. Per “trasformare la tragedia in speranza, l’indifferenza in azione e la paura in un nuovo inizio”.
Gino Cecchettin incontrerà gli studenti del liceo Cutelli di Catania il 23 settembre, quelli dell’Itis Galilei di Roma il 2 ottobre. Sarà poi insieme a ragazzi e ragazze del liceo Carducci di Milano il 13 ottobre e infine al liceo Maffei di Verona il 24 ottobre. Cecchettin sarà anche l’ospite dell’evento di lancio di CampBus, “A scuola di sentimenti”, il 14 settembre alle 16.00 nel Salone d’Onore della Trienale di Milano. Insieme agli studenti del liceo Parini e dell’Istituto Natta di Milano affronterà il tema dell’educazione sentimentale a scuola con un debate, per provare a capire - con tesi a favore e tesi contrarie - se è giusto portare questi temi in classe e se i sentimenti dovrebbero entrare a pieno diritto nell’educazione in quanto fenomeni culturali, storici e sociali.











