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di Elisabetta Soglio

Corriere della Sera, 15 marzo 2022

Le code per donare generi alimentari e abiti, la risposta alle tante raccolte fondi, le persone che scendono in piazza per implorare la pace, le porte delle case che si aprono per dare un tetto e un po’ di calore a chi fugge dalla guerra.

Nel disastro di questi giorni, nell’escalation di violenza sanguinaria, nelle immagini che ci stordiscono e spaventano, nelle lacrime e nelle morti è difficile trovare una buona notizia. Eppure c’è, ce ne sono tantissime a dire il vero: le code per donare generi alimentari e abiti, la risposta alle tante raccolte fondi, le persone che scendono in piazza per implorare la pace (o come domenica si affollano senza distinzioni di origine e credo lungo il cammino bolognese verso il santuario di San Luca), le porte delle case che si aprono per dare un tetto e un po’ di calore a chi fugge dalla guerra, gli ospedali che si mettono a disposizione per offrire cure e ricovero, le scuole pronte a inserir e bambini e ragazzi, i camioncini partiti per gli aiuti e ancora e ancora.

Donne e uomini che in Italia e in Europa, nei piccoli paesi e nelle grandi città non si presentano come eroi ma che con semplicità e in modo autentico rispondono a una domanda di aiuto. Persone vere, non finzioni. Ecco: la buona notizia è il risveglio di umanità che potrà diventare la nostra forza. Questa capacità di mettersi ciascuno in gioco è la prova del fatto che di fronte alle tragedie viene sollecitata la dimensione più profonda dell’Io, capace così di diventare Noi.

Non si tratta di una reazione emotiva, anche se indubbiamente è difficile non provare un sentimento di compassione, non soffrire con chi soffre. ma non è solo questo. Anni fa, commentando l’Enciclica “Pacem in terris”, il professor Stefano Zamagni aveva parafrasato la locuzione latina proponendola così: “Si vis pacem, para civitatem”. Il senso di cittadinanza attiva e solidale può dunque andare oltre l’emozione e creare presupposti di pace che siano alla base di una cultura diversa. Una cultura capace di ragionare in termini di Noi e di tornare a parlare di umanità come antidoto all’egoismo, alla distrazione, ad una esistenza che sopisce valori e ricerca di senso.