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di Carlotta Rocci


La Repubblica, 20 gennaio 2021

 

Rita Bernardini, 68 anni, è la segretaria dei radicali italiani, impegnata per oltre un mese in uno sciopero della fame per chiedere maggiore sicurezza nelle carceri. Ma è anche la protagonista di una gaffe che l'ha trasformata da politica in "reclusa".

Così viene definita in una circolare, diffusa a fine novembre dal Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria in tutte le carceri di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, in cui si avvisava della campagna avviata dalla segretaria radicale e delle possibili adesioni allo sciopero della fame, soprattutto tramite una campagna on line dal titolo "diritti umani dei detenuti calpestati da uno Stato assente".

Il nucleo investigativo regionale piemontese spiega nella circolare come lo "sciopero della fame" sia stato "intrapreso dalla reclusa Rita Bernardini" e che "l'adesione allo sciopero si concretizzerebbe attraverso la diffusione di un modulo negli istituti penitenziari". Nessuno, nelle carceri piemontesi, si accorge dell'errore nel documento.

Anzi a Saluzzo il comandante degli agenti penitenziari prende quelle poche righe della circolare e le usa come premessa per una comunicazione di servizio da affiggere in bacheca con cui chiede "a tutto il personale di svolgere i propri compiti con il massimo scrupolo intensificando i controlli sulla corrispondenza". Anche in questo documento Bernardini resta "la reclusa" che ha intrapreso lo sciopero della fame.

Proprio questa nota, però, arriva nelle mani della diretta interessata. La politica lo pubblica sulla sua pagina Facebook qualche settimana fa. "A me viene da ridere (ma forse c'è da piangere)", commenta la segretaria dei radicali che la prende sul ridere, ma quella svista ha sollevato un polverone. La gaffe rischia ora di costare cara a chi nel carcere di Saluzzo ha preso e copiato il documento inviato dal nucleo investigativo torinese senza accorgersi dell'errore già presente nella comunicazione arrivata al carcere. Il commissario che ha firmato la circolare è stato ricollocato al suo incarico precedente nel carcere di Fossano e non è escluso che il dipartimento decida di intraprendere un procedimento disciplinare.